Como si prepara per il Giro d’Italia. Un pubblico di 880 milioni di spettatori

conferenza stampa tappa comasca del giro d'Italia 2019

Centonovantotto Paesi collegati, con un pubblico potenziale di 880 milioni di spettatori, oltre 2.500 giornalisti accreditati. Numeri importanti per il Giro d’Italia 2019, che il prossimo 26 maggio farà tappa a Como. E, per una congiuntura decisamente favorevole, ci sarà un numero di grandi firme del pedale più alto anche rispetto a quello del Tour de France.
Oggi a Villa Olmo la conferenza stampa di presentazione della frazione Ivrea-Como, che si chiuderà in piazza Cavour. Definitivamente ufficializzato anche il percorso, con ingresso del gruppo in provincia di Como a Bregnano, transito da Cermenate, Cantù, Alzate, Ponte Lambro, Canzo, Asso, Onno per ricalcare il finale del “Lombardia”, quindi con la scalata dal Colle del Ghisallo dal versante di Bellagio, della Colma di Sormano (non dal “Muro”, giudicato inadatto per una corsa a tappe), del Colle di Civiglio, con arrivo finale in città, transitando dai viale Varese e Cavallotti, evitando la zona di Villa Olmo e Monte Olimpino. Una scelta voluta anche per evitare di creare problemi alla circolazione in una giornata in cui ci saranno le elezioni europee e, a Cernobbio, un grande evento come il “Concorso d’Eleganza Villa d’Este”.
Tra gli ospiti della conferenza, due campioni del mondo, il calciatore Gianluca Zambrotta e il ciclista Roberto Dotti.
«Sarà una tappa dura – ha detto il direttore del Giro Mauro Vegni – Abbiamo soddisfatto una richiesta che ci veniva da tante parti, quella di portare la “Corsa rosa” nella parte finale del “Lombardia”».
«Lo abbiamo fatto volentieri – ha aggiunto – Non so fino a che punto sarà una tappa decisiva, perché poi le situazioni le creano i corridori. Ma fin da ora posso dire che sarà una importante opportunità per il territorio in un evento come il Giro che è un potente veicolo di promozione di tutto il nostro Paese».
Con la Fondazione Alessandro Volta sono stati già fissati una serie di eventi che continueranno a creare attesa. Ci saranno incontri in tutte le scuole della città, incontri a Como, un momento cinematografico al Cinema Gloria dedicato ai gregari e un allestimento in collaborazione con il Museo del Ciclismo del Ghisallo.
Ospiti istituzionali della conferenza, il sindaco Mario Landriscina, gli assessori Marco Galli e Simona Rossotti (dimissionaria, anche dal comitato organizzatore locale), il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi, il sottosegretario Fabrizio Turba, il questore vicario Eliseo Nicolì e Mirko Baruffini (Provincia).
Fermi, in particolare, ha voluto rispondere a chi in qualche modo si è lamentato per la presenza del Giro sul Lario. «Questo evento è per noi un motivo d’orgoglio – ha sottolineato – Chi mette in dubbio questa opportunità non ha capito nulla e non vuole bene a Como. L’arrivo del Giro è un giusto riconoscimento a una provincia che ha dato tanto al ciclismo e che saprà rispondere nel migliore dei modi».
«Il ciclismo è fatica, passione, volontà e voglia di esserci – ha spiegato Landriscina – I soggetti coinvolti sono molti, ma saremo all’altezza. Sono convinto del fatto che eventi come questo porteranno soltanto strascichi positivi anche per la gestione futura di traffico, afflusso di persone, oltre che per l’indotto e la promozione della nostra terra».
Tra i grandi del pedale che saranno presenti al Giro, e quindi a Como, Mauro Vegni ha citato Vincenzo Nibali, il campione del mondo in carica Alejandro Valverde, Mikel Landa, Tom Dumoulin, Primoz Roglic, il velocista Fernando Gaviria ed Egan Bernal Gomez.

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