Como, il rimpasto di giunta si allontana. Fumata grigia nel gruppo di Forza Italia

Comune di Como Palazzo Cernezzi

Il rimpasto di giunta a Palazzo Cernezzi si allontana. Forza Italia decide di non decidere, almeno per il momento. E tenta di superare le divisioni interne al gruppo consiliare chiedendo l’aiuto dei vertici.
Venerdì sera quattro dei cinque eletti forzisti (mancava soltanto Elena Noseda) si sono ritrovati per ragionare sul da farsi. Sul tavolo, la trattativa aperta ormai da mesi con il sindaco Mario Landriscina per un rientro nell’esecutivo.
Il confronto tra i consiglieri azzurri è stato vivace, ma alla fine non ha prodotto una posizione univoca. Anzi: il gruppo sarebbe sostanzialmente diviso tra chi pensa che sia utile fare un passo indietro e ricucire con il centrodestra e chi, invece, vedrebbe di buon occhio una strategia del tutto opposta: una sorta di addio alla coalizione e un lavoro di un paio d’anni in direzione di una lista liberale e centrista, a sostegno di un candidato sindaco civico.
Chi ha partecipato alla riunione ammette che le posizioni restano differenti, e che non ci sono né un’opinione prevalente né una scelta definitiva. Anche per questo, probabilmente, è stato deciso di chiedere un confronto con i vertici provinciali – il commissario Mauro Caprani e lo stesso presidente del consiglio regionale ed ex coordinatore lariano Alessandro Fermi – per valutare con attenzione le possibili conseguenze di una rottura definitiva con il resto del centrodestra in città.
Uno dei punti su cui tutti sembrano essere d’accordo è che tornare in giunta significa giocare d’azzardo. Scommettere cioè sia sulla tenuta della coalizione, sia sulla capacità di quest’ultima di affrontare e risolvere i molti problemi tuttora irrisolti del capoluogo.
In questa direzione, Forza Italia si gioca tutto. Tenersi le mani libere è certamente più semplice (e anche più comodo) di rientrare, ma partecipare a un eventuale fallimento potrebbe essere esiziale.
A quanto pare, sembra che i meno convinti di un ritorno nella maggioranza siano i consiglieri più giovani, i quali vorrebbero invece giocarsi la carta dell’autonomia dal centrodestra.
Una carta che potrebbe diventare “pesante” sin dalla prossima primavera, quando si dovrà necessariamente eleggere il nuovo presidente della Provincia (l’attuale, Fiorenzo Bongiasca, dovrà infatti lasciare non potendo più ricandidarsi come sindaco di Gravedona ed Uniti).
I cinque consiglieri comunali azzurri dispongono di un pacchetto di voti (ponderati) in grado di spostare molti equilibri. Una ipotetica alleanza liberale e centrista potrebbe trovare una sua germinazione proprio a partire dalla competizione per la poltrona più alta di Villa Saporiti e poi radicarsi, l’anno dopo, nella contesa per Palazzo Cernezzi. Questo è stato, in gran parte, lo scenario oggetto di discussione venerdì sera. Assieme, come detto, a una valutazione sullo stato attuale dei rapporti nella coalizione che nel 2017 ha portato alla vittoria Mario Landriscina.
«È difficile per tutti noi ingoiare quanto abbiamo sopportato in questi anni – ha commentato alla fine uno dei consiglieri azzurri – a partire dalla porta girevole di Pettignano (l’assessore eletto con Forza Italia e poi passato ad Alleanza Nazionale pur di rimanere in giunta, ndr). Se le digeriamo è unicamente per il bene della città. Certo è che altri due anni così non li possiamo reggere».

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