Comune contro il giudice: chiesta la sospensiva dell’ordinanza. La giunta nega l’iscrizione al cittadino nigeriano

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È guerra legale contro l’ordinanza del Tribunale di Como che obbliga il Comune capoluogo a iscrivere all’Anagrafe un cittadino nigeriano in possesso del solo permesso di soggiorno. La giunta di Palazzo Cernezzi ha deciso di opporre reclamo e di presentare anche istanza di sospensione della stessa ordinanza.
Gli avvocati del municipio depositeranno le loro istanze a Palazzo di Giustizia. Devono infatti ottenere un pronunciamento del presidente del Tribunale entro giovedì, giorno in cui scadono i termini fissati dal giudice Agostino Abate. Questi aveva accolto meno di due settimane fa il ricorso urgente di un nigeriano residente a Como da 8 anni e in attesa di una decisione finale della commissione territoriale sulla sua istanza d’asilo.
L’uomo – sposato e padre di due figli, entrambi nati nel capoluogo lariano – si era visto rifiutare dagli uffici di Palazzo Cernezzi l’iscrizione all’anagrafe in forza delle nuove norme del decreto sicurezza.
Dopo aver vinto il ricorso, il nigeriano si era recato in Comune dove gli era stato risposto che avrebbe dovuto attendere la scadenza dei termini fissati dall’ordinanza (15 giorni, ndr). Nel frattempo, però, la giunta ha deciso di seguire la linea dura. E di opporre reclamo, chiedendo anche la sospensiva dell’ordinanza.
«In altre situazioni simili il decreto sicurezza è stato applicato senza problemi, vogliamo quindi capire se nel nostro caso il giudice abbia correttamente preso in considerazione tutti gli elementi a disposizione», ha detto ieri l’assessore all’Anagrafe Francesco Pettignano confermando la notizia del reclamo e della richiesta di sospensiva dell’ordinanza del giudice Abate.
«Ho provato a farmi una ragione di tale accanimento verso una persona che vuole solo garantire alla sua famiglia un sostentamento adeguato ma non ne ho trovate – dice dal canto suo il legale del nigeriano, Antonio Lamarucciola – Voglio proprio capire come una banale e semplicissima iscrizione anagrafica per la residenza di un cittadino regolarmente presente nel nostro territorio possa essere gravemente dannosa per il Comune».

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