«Concorrenza sleale», i negozi contro le sagre

Dura presa di posizione di Confcommercio: i mercatini danneggiano gli esercenti
Frutta e verdure “made in Lario”, formaggi caprini e vaccini venduti direttamente dai produttori, con la formula del “chilometro zero”. I prodotti a “filiera corta” sono sempre più appetiti dal pubblico: la crisi spinge a cercare, oltre la qualità, la convenienza. Ma tale menu è risultato indigesto per i commercianti.
Scoppia infatti sul Lario la “guerra della salamella”. La Confcommercio di Como va all’attacco di sagre e mercatini che proliferano e chiede, nel suo periodico “Il Faro”, di regolamentare con un apposito calendario le fiere nelle piazze e manifestazioni come “Cantù Festival” che ha portato nella città del mobile i sapori del Salento. Ad esempio, Confcommercio propone di non effettuare fiere al sabato e comunque non nel cuore dei paesi.
l’attacco
Perché un regolamento? Secondo i commercianti di Como, sagre e mercati sono un caso palese di «concorrenza sleale» contro i negozi, già strangolati dai centri commerciali: «Gli alimentari stanno diventando merce rara», denuncia “Il Faro”.
«La ragione sta nella già difficile congiuntura economica che caratterizza i negozi di vicinato di questi luoghi e la constatazione che di fatto queste manifestazioni tolgono lavoro agli esercenti», si legge ancora nell’articolo.
Che rincara la dose: «Queste iniziative di fatto sono veri e propri esercizi pubblici senza tuttavia averne tutti i requisiti».
Il presidente dei Pubblici esercizi di Confcommercio, Giovanni Ciceri, invita a «trovare un accordo che vada bene per tutti» almeno per quanto riguarda i menu delle sagre: «Va bene la manifestazione tradizionale incentrata su 3 o 4 piatti tipici, ma non un ristorante camuffato da sagra, con costi dei piatti non giustificati e qualità e igiene opinabili».
la difesa
Il parere del presidente della Coldiretti di Como, Fortunato Trezzi, è netto. Tra l’altro il suo ente è direttamente tirato in ballo da Confcommercio a proposito di una recente manifestazione, il mercato agricolo del sabato in piazza Roma a Mariano. Un danno per «quei pochi negozi rimasti aperti». E anche il mercatino salentino a Cantù è di fatto un «supermercato all’aperto».
«Ma quale concorrenza sleale – ribatte Trezzi – Rispettiamo tutti gli obblighi di legge, non siamo abusivi. Rilasciamo regolari scontrini fiscali, siamo a posto per l’occupazione del suolo pubblico e le normative igieniche. Iniziative come le nostre sono vendite dirette al pubblico perfettamente legittime e, peraltro, sempre più richieste dalle amministrazioni comunali, dato che la “filiera corta” garantisce qualità e convenienza: l’agricoltore ci mette la faccia, ha tutto l’interesse a proporre il meglio nella vendita diretta».
E ai commercianti lancia una proposta: «Abbiamo ideato la catena “Campagna amica” per la vendita diretta di alimentari, i negozianti potrebbero aderirvi».
Da parte sua, preferisce non entrare nella polemica Daniele Brunati, patron del Consorzio Como Turistica e della “Città dei Balocchi” che verrà presentata il 2 dicembre – è già in fase di allestimento in piazza Cavour – e che promuove appositi mercatini tipici per Natale e per Pasqua, a Como. Brunati, che si dichiara «a favore della liberalizzazione dei commerci», sottolinea però che le sue iniziative «non fanno concorrenza diretta ai negozi», anche perché sono collocate in due precisi periodi dell’anno, con prodotti «che nei circuiti commerciali non si trovano».

Nella foto:
Uno dei mercatini della “Città dei Balocchi”, la manifestazione natalizia di Como

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