Contest nelle scuole sulla seta, Como sfida Biella

Telaio tessile

L’orgoglio del Distretto serico di Como, pronto a sfidare il polo laniero di Biella «che non ha più una vera filiera», per sopravvivere alle sorti che fecero naufragare Lione e combattere contro il “fast fashion” cinese, per spiegare ai giovani che un capo di seta comasca «è come un diamante, è per sempre. Chi compra un foulard di seta oggi investe in un pezzo unico che sarà bello anche tra dieci anni».

Sono queste alcune ispirate considerazioni di Stefano Vitali (scelto nel 2019 da Forbes tra i 100 manager vincenti d’Italia), presidente dell’Ufficio Italiano Seta e amministratore della Tessitura Fratelli Vitali di Calco (Lecco), che ieri mattina ha presentato il contest “I ragazzi dicono. Idee e visione della seta”. Un progetto per valorizzare la seta che coinvolge tutti gli studenti delle superiori. I ragazzi sono chiamati a descrivere la seta con un testo fino a 8mila battute, immagini e fotografie.

Il progetto è realizzato da Silk by Nature con il supporto di Fondazione Setificio, in collaborazione con Confindustria Como e il contributo di Ongetta, Ufficio Italiano Seta, Canepa, Taroni, Clerici Tessuto e Texal.
L’idea del contest è di Francesco Ongetta, consigliere dell’Ufficio Italiano Seta e imprenditore di un gruppo che ha sede principale a Ponte di Piave (Treviso) e una realtà a Fino Mornasco. Contest nel contest, gli studenti comaschi sono chiamati a fare meglio dei millennials cinesi, che hanno ancora la seta nel loro Dna e lo hanno dimostrato anche in un simile concorso. «Vogliamo lanciare anche un messaggio importante, che a Como ci sono dai 15 ai 18mila addetti che lavorano in questo distretto. Como è attiva, altro che Biella, che è diventata un cimitero di elefanti» ha detto poi Vitali. Aprendo così un derby tra il polo del lusso serico e quello laniero della città piemontese.

«Sono rimaste solo 4 o 5 aziende grossissime e importanti, ma la filiera completa non esiste più. Da noi la seta è il futuro anche per tanti giovani – ha aggiunto – L’80% dei tessuti serici occidentali viene prodotto a Como. Si parla ancora di Lione e dell’Inghilterra, ma il prodotto arriva da qui. I giovani comaschi saranno i futuri dirigenti, quadri e operai nel campo della seta. Vogliamo lanciare un messaggio forte anche in un momento di crisi a causa del Covid».

E la sfida con Biella viene pure rilanciata da Graziano Brenna, presidente della Fondazione Setificio e imprenditore con un’azienda anche nella città piemontese. «Ancora non ci credo quando penso che Biella ci ha battuto un paio d’anni fa nella corsa a Città creativa Unesco – dice Brenna – Nel distretto comasco ci sono meno di dieci grandi aziende, dai 200 ai 100 dipendenti, ma la forza è rappresentata dalle altre mille piccole e medie. Un humus nel territorio che parla di seta e di tessile da sempre. Lione a un certo momento ha chiuso i battenti. Faccio tanti auguri a Biella, ma solo a Como c’è questo substrato di fornitori e terzisti in grado di risolvere qualsiasi problemi. Di lavorare anche il sabato e la domenica, anche di notte per la filiera». L’ultima considerazione di Brenna riguarda ancora i giovani e la formazione.

«Tre anni fa abbiamo avviato il corso di Chimica tintoria a Como – mancavano i tecnici nelle aziende – Da allora si sono alternati cinque ministri dell’Istruzione, questo rende davvero difficile il dialogo tra scuola e mondo del lavoro». Gli studenti sono avvisati: il contest è già partito, gli elaborati vanno consegnati entro il 30 aprile. Setificio, Liceo Terragni e alcune scuole del Veneto hanno già aderito. Da Biella non sappiamo se parteciperà qualcuno.
Previsti premi per le scuole e per i singoli studenti come ha spiegato Guido Tettamanti segretario del Gruppo filiera tessile di Confindustria Como. Bando e modalità sono sul sito www.silkbynature.com

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