Convenzione per lo stadio Sinigaglia, il Como non ha firmato: «Ci sono divergenze sulle planimetrie»

Stadio Giuseppe Sinigaglia (Como)

Giovedì 23 luglio 2020. Dopo giorni di polemiche roventi, riunioni convocate nelle sedi istituzionali alla presenza dei tifosi e manifestazioni di piazza più o meno spontanee, la giunta di Palazzo Cernezzi decide di dare via libera alla convenzione che assegna al Como la gestione dello stadio Sinigaglia per 12 anni. Alle 18.37, qualche minuto dopo la settimanale riunione dell’esecutivo, l’ufficio stampa ribatte il comunicato che dovrebbe mettere d’accordo tutti e rasserenare un po’ gli animi.

«La giunta comunale oggi ha approvato lo schema di concessione dello stadio Sinigaglia – presentato dagli assessori al Patrimonio Francesco Pettignano e allo Sport Marco Galli – alla società Como 1907 per 12 anni e con la realizzazione del campo di gioco in erba sintetica».

Tre righe che mettono fine, almeno per il momento, a una ridda di ipotesi alternative. Tre righe che sono anche la risposta, secca, a chi ha chiesto di non siglare un’intesa al buio con gli attuali proprietari del Como (su tutti, l’Ordine degli Architetti con un articolato documento di cinque pagine).

I giochi sono fatti, invece.

Lo stadio è in mano alla squadra che dovrà pagare un affitto di 41.800 euro l’anno: 40mila per l’impianto, 1.800 per lo store in cui dovrebbero essere venduti i prodotti con il marchio della società.

Il testo della convenzione rimane coperto da riservatezza. Abbiamo chiesto più volte di avere copia del documento, peraltro pubblico visto che è stato approvato dalla giunta.

Ci è stato risposto che è necessario aspettare la firma del contraente – in questo caso, il Como 1907.

A dieci giorni di distanza, però, questa firma non è ancora arrivata. Perché?
Da Palazzo Cernezzi assicurano che le carte sono a posto. Anzi: nei giorni scorsi, entrambi gli assessori erano certi che il problema fosse da ricondurre all’assenza dall’Italia dell’amministratore delegato del Como, Michael Gandler.

Ma secondo l’ufficio stampa del Como, interpellato ieri pomeriggio, le cose stanno in maniera un po’ diversa.

Ci sarebbero, infatti, «divergenze sulle planimetrie degli spazi da utilizzare».

In pratica, spiegano dalla società azzurra, le carte inviate per la firma non corrisponderebbero a quanto concordato in sede di trattativa. «Lunedì le riguardiamo, poi faremo le nostre obiezioni», concludono dalla società di via Sinigaglia.

Già questo sarebbe sufficiente per trasformare la vicenda in una farsa. Ma non va dimenticato il problema del progetto per la sostituzione del manto erboso con un campo sintetico. Lavori che permetterebbero pure di scomputare buona parte del costo dell’affitto. Com’è noto, un primo progetto – redatto dallo studio di Pierluigi Marzorati – era stato respinto dall’ufficio tecnico del Comune perché giudicato incompleto. Mancavano del tutto i richiesti pareri della Soprintendenza, necessari dato che lo stadio è un bene tutelato.

Anche di questo secondo progetto, al momento, non c’è traccia. «Lo presenteremo dopo la firma della convenzione», dicono dal Como. Lo stesso Gandler, però, aveva spiegato poco tempo fa che un ritardo nella realizzazione del campo sintetico avrebbe avuto effetti molto negativi sulla gestione economico-finanziaria della squadra.

L’erba resta, almeno per ora.

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