Coregone in crisi, summit al Pirellino

Como, protesta dei pescatori

Una ricerca presentata alla Regione da un team di pescatori dilettanti comaschi, il gruppo “Pescatori di Como Alpha” (presente anche su Facebook con centinaia di iscritti) evidenzia la grave crisi del pesce coregone (nei due ceppi lavarello e bondella) pescato nel lago, tra la fauna d’acqua dolce di maggior pregio ma con notevoli difficoltà di riproduzione spontanea. È dal 2014 secondo tale ricerca che si registra un notevole decremento del pescato del coregone sul lago di Como e le prospettive degli ultimi mesi non lasciano adito a speranze.
Le cause sono più di una: «Livelli scostanti delle acque che non permettono alle uova di arrivare alla schiusa» si legge nella ricerca, ma c’è anche da considerare la qualità non eccelsa dell’acqua del lago, e il fatto che la pesca di lavarelli nella maggior parte dei casi avviene prima della riproduzione.
Se ne parlerà in una riunione con l’assessore all’Agricoltura della Regione Fabio Rolfi al Pirellino, sede comasca della Regione di via Einaudi 1 a Como l’8 agosto alle 10 in un tavolo tecnico di confronto sul territorio.
L’incontro ha lo scopo di raccogliere le indicazioni locali e di approfondire le relative problematiche al fine di orientare le politiche regionali. Ci saranno i pescatori (rappresentati dall’Aps. Associazione dilettantisca Provinciale Pescatori Sportivi con il suo presidente Luigi Guglielmetti) e il sottosegretario ai rapporti con il Consiglio Regionale, il comasco Fabrizio Turba.
Tra le richieste del gruppo “Alpha” alla Regione, c’è il «ridimensionamento delle dimensione delle maglie delle reti atte alla cattura del coregone, per permettere al maggior numero di esemplari di riprodursi sino all’età di 3+ per il lavarello e di 4+ per la bondella, ovvero almeno due cicli riproduttivi)» e «l’ampliamento dell’area interdetta alla pesca professionale del primo bacino del lago di Como sino al tratto compreso tra il Comune di Torno e il Comune di Moltrasio» nonché l’«aumento della sorveglianza sulla pesca professionale ad oggi estremamente carente di personale».
Inoltre a settembre ci sarà un incontro dei pescatori comaschi  con l’assessore alla Sicurezza e alla Polizia locale  di Palazzo Cernezzi Elena  Negretti per ridefinire gli orari di libero accesso agli appassionati di pesca alle rive previsti dal nuovo piano sicurezza del Comune, ritenute  insoddisfacenti. I pescatori contestano  il divieto di pesca nel primo bacino su marciapiedi e strade attorno al lago, sulla diga foranea e al molo di Sant’Agostino. Una protesta  era stata lanciata in giugno  sul lungolago e sulla diga foranea “Caldirola” di Como con lo striscione “Giù le mani dai pescatori di Como”. Si contesta l’applicazione della norma regionale sulla base della quale verrebbe bandita la pesca nei porti, e dato che il primo bacino del lago verrebbe considerato tutto un porto la pesca sarebbe di fatto fortemente limitata.

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