Mondo del lavoro sul Lario, numeri positivi. Trainano sempre il turismo e il commercio

I redditi in città sono ancora più bassi di quelli dichiarati prima che iniziasse la lunga crisi economica

In tutto sono previsti oltre 10mila ingressi anche a tempo indeterminato

Mercato del lavoro lariano? Sicuramente in salute e in movimento, quantomeno nei settori che non sono mai stati morsi da gravi crisi nei due ultimi decenni, ovvero turismo e commercio.

Oltre un ingresso nel mondo del lavoro su quattro in luglio (tra le province di Como e di Lecco) è inoltre stato con un contratto a tempo indeterminato (28,1%). Le più ricercate rimangono le figure con un alto grado di specializzazione i cosiddetti “high skill”. Buone notizie anche per quanto riguarda i giovani, visto che più di una assunzione su tre sarà di under 29.
Ma andiamo con ordine. Le cifre sullo stato dell’occupazione sono parte dell’indagine Excelsior svolta mensilmente dalla Camera di Commercio di Como-Lecco.

Tra luglio e settembre in provincia di Como, commercio e turismo assorbiranno quasi 3mila addetti. Tra le figure più richieste, cuochi e camerieri. Assunzioni che salgono a 7mila se si ragiona sull’intero settore terziario.

Se il mondo dei servizi sta bene, pure l’industria non pare vivere uno dei suoi peggiori momenti, dato che sono 3mila gli ingressi in fabbrica previsti.

Il totale delle assunzioni supera dunque le 10mila unità. Un numero importante, ma comunque in calo rispetto al trimestre precedente (si parla del -12,4%). Per molte industrie d’estate vi è però un ciclo di produzione inferiore rispetto al resto dell’anno, per via della chiusura dei cancelli in agosto. A cercare nuovi addetti sarà il 20,6% delle aziende comasche.
Lo studio di Camera di Commercio e Infocamere analizza poi una serie di parametri per fare emergere il settore in cui si cercherà di collocare più personale.

I servizi (soprattutto il turismo) faranno da traino. La tipologia di contratto più gettonata è il “tempo determinato”. In molti casi si potrebbe trattare di contratti stagionali. Il titolo di studio più richiesto resta il diploma. Stringendo il campo: nei tre mesi estivi sono previsti più di 3mila ingressi nell’industria (manifatturiero e costruzioni) e quasi uno su tre sarà assunto a tempo indeterminato. Nel panorama dei servizi, come anticipato, si parla di ben altre cifre, ovvero poco più di 7mila persone di cui 1.620 nel turismo, 1.110 nel commercio. Le restanti 4.330 sono nella più generica voce “altri servizi”.

Sul fronte turistico, si andranno a coprire in particolare i posti vacanti nell’ambito alberghiero e della ristorazione e più in generale dell’accoglienza. Nonostante l’esplosione anche sul Lago di Como di forme alternative di offerta turistica, tra affittacamere e B&B, la formazione degli operatori del settore continua ad essere un plus per chi cerca un’assunzione. Il neo del turismo, tranne che nel capoluogo e in pochi altri centri, rimane solo la “stagione corta”, che porta, come detto, contratti a tempo determinato.

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