Coronavirus, massima allerta su tutto il territorio. Nei comuni più isolati il rischio contagio può essere maggiore

Aumentano di 2.000 in un giorno

Vercana è un microcosmo di 750 anime, che fa parte della Comunità Montana Alto Lario Occidentale. E ovviamente anche qui, nonostante la lontananza dai maggiori centri abitati, sono scattate le misure d’emergenza per contrastare il diffondersi del virus.
Anche perché, sebbene meno esposti rispetto al resto del territorio, questa condizione potrebbe avere effetti addirittura più dannosi. «In paese siamo pochi e quasi tutti imparentati tra noi – spiega il sindaco Luca Aggio – e se si dovessero verificare casi di contagio potremmo avere effetti molto pericolosi sul resto della comunità, essendo tutti a così stretto contatto». Allarme per ora non esploso «nonostante ci sia un caso di Coronavirus tra i nostri concittadini. È risultato infatti positivo al tampone e ora si trova al Sant’Anna. Le sue condizioni di salute per fortuna sono però buone», aggiunge il sindaco. In paese intanto la vita ha assunto i ritmi di tutti gli altri centri. «Ci sono due negozi di alimentari che seguono scrupolosamente tutte le indicazioni. I cittadini si alternano nell’entrare per fare la spesa. E in generale non si segnalano casi di inadempienze. Anche noi abbiamo attivato un centro operativo comunale gestito dal sottoscritto con altri due impiegati che è attivo all’interno del Comune, che però per gli utenti rimane chiuso», aggiunge il sindaco, che inoltre sottolinea un altro elemento da non sottovalutare.
«Essendo un comune molto piccolo, non abbiamo un vigile. Per questo ho già segnalato la situazione alla prefettura e ai carabinieri per chiedere che magari possano occuparsi loro, ogni tanto, di compiere operazioni di controllo sul territorio, anche se i concittadini sono assolutamente ligi al rispetto delle prescrizioni», chiude il sindaco Aggio. Situazione simile, seppur fortunatamente senza casi di positività, si vive in un alto comune, ancor più piccolo, Val Rezzo. Spingendosi fin nelle valli tra Lario e Ceresio, si arriva infatti nella piccola e sperdutissima Val Rezzo, lembo di terra comasca a un tiro di schioppo dalla Svizzera, immerso nei boschi delle Prealpi.
«La squadra di protezione civile attiva sul territorio si sta occupando dell’emergenza. I cittadini collaborano e si riescono a rispettare le prescrizioni», spiega il sindaco Ivan Puddu.
Val Rezzo – 180 abitanti – così come gli altri paesi prossimi al confine ticinese, è terra di frontalieri. «Io stesso lavoro in Svizzera. E devo dire che le notizie non subito chiare in arrivo dal Ticino hanno generato confusione. Alcuni, come il sottoscritto, oggi ad esempio è a casa perchè la ditta è chiusa, altri invece continuano ogni giorno ad andare oltre confine», dice il sindaco. In paese l’unico negozio di alimentari riesce a soddisfare le richieste dei cittadini che non escono di casa se non per le necessità come «ad esempio per accudire le bestie nelle stalle per chi le possiede», chiude Ivan Puddu. L’ultima fermata di questo viaggio nei comuni più piccoli è a Ponna, 240 residenti con una percentuale dell’80% di anziani. «Il negozio operativo fa rispettare le prescrizioni – spiega il sindaco Gian Antonio Sala – Ieri abbiamo inoltre disposto che chi arriva da fuori, da Como o da altrove deve “annunciarsi” in Comune per consentirci di sapere i movimenti e monitorare così la situazione».

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