Cosa si aspettano i medici dai malati

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

Visita medica. Atto secondo, che cosa si aspettano i medici dai malati (o presunti tali). Primo: puntualità. Non è solo peccato dei clinici, sempre più spesso i pazienti hanno copiato le brutte abitudini che sono tipiche dei primi. Anzi, è stato calcolato che uno su cinque “buca” proprio l’impegno. Non si fa, e sono allo studio dei correttivi penalizzanti questo costume disdicevole, che ricade sulla lunghezza delle famigerate liste d’attesa.

Secondo: cari pazienti, portate le documentazioni di esami e visite precedenti, almeno degli ultimi anni, e non solo quelle attinenti il disturbo oggetto dell’appuntamento. Almeno le terapie, possibilmente scritte decentemente (non per l’estetica ma per la comprensione). Vietata la frase: “ma tanto avete tutto nel computer”. Può andare bene per un soggetto al sesto controllo nello stesso ambulatorio, non per quelli che saltano da un ospedale all’altro per avere tempi d’attesa ridotti o più pareri sullo stesso disturbo. Terzo: siate sinceri.

Credete sia cosa scontata? Ma secondo voi, i medici sono lì per condannare o per capire e in seguito possibilmente risolvere? Chissenefrega se strabevete, stramangiate o cos’altro fate, ma ditelo! Abbiamo fatto i medici proprio per non giudicare, e più invecchiamo più osserviamo e comprendiamo la fragilità della persona umana.

Ma non c’è niente di peggio che imbrogliare il curante, perché è un altro modo per ingannare se stessi, anzi peggio, per i risultati che ne conseguono. Quarto: parliamone. Di che cosa? Di tutto quello che serve, veramente tutto, ma… e qui viene il quinto desiderata: siate sintetici. Avete davanti un’altra persona, con limiti fisici ed è dimostrato che dopo dieci minuti l’attenzione dell’interlocutore si dimezza. Perché non prepararsi all’esposizione del quadro clinico? Che vuol dire: partire dal sintomo e successivamente descrivere il resto, possibilmente evitando ripetizioni ed esagerazioni per catturare l’attenzione.

Esempi? “Dottore, non sto più in piedi”, un secondo dopo essere entrato in studio sulle proprie gambe. Sesto: se non siete d’accordo sulle decisioni, ditelo subito, anche di questo ne parliamo. Niente di peggio riguardo la salute che dire una cosa e farne un’altra. Settimo: non è la durata della visita la sua migliore qualità. “Mi ha fatto proprio una bella visita: un’ora intera”.

Chiedetevi invece se il medico ha capito, e possibilmente risolto il quadro clinico. Ottavo: prima di uscire dall’ambulatorio assicuratevi di aver compreso tutto: indicazioni, esami da fare, terapie. È importantissimo! Nono: non verificate su Internet, piuttosto chiedete al vostro medico e allo stesso modo, non arrivate “già saputi” sulla malattia che avete avendola appresa da Dottor Google venendo da noi solo per chiedere il tal esame tipo supermercato.

Il bugiardino? Leggetelo sì. Decimo e ultimo altrimenti la facciamo lunga: è pur sempre una persona che cura una persona, con tutti i suoi limiti e pregi, non dimenticatelo.

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