Cravatte per tutti i gusti al Museo della Seta

altBacino di preziose testimonianze grafiche, tecniche e artistiche, eredità della centenaria tradizione serica lariana e lombarda, il Museo Didattico della Seta di Como in via Castelnuovo ospita anche una ricca collezione di accessori di abbigliamento, che comprende anche cravatte di ogni ordine e grado, variopinte e seriose, e anche una settantina di foulard.
Iniziamo a esplorare questa miniera partendo dal lato maschile. Anche qui il patrimonio documentario conservato spazia lungo un arco

temporale piuttosto ampio, dagli anni Quaranta agli anni Novanta. Con un inestimabile valore tecnico-scientifico e storico culturale.
Volumi campionario, quaderni di tessitura, disegni e tessuti sono fondamentali strumenti per la ricerca storica, tecnica ma anche continua fonte di ispirazione per nuove creazioni. Un ponte tra passato e futuro, insomma.
Bruna Lai, che ha appena ricevuto l’Abbondino d’Oro dal Comune di Como per la sua attività di fondatrice e motore del museo, insieme con Ilaria Giussani, è tra le anime del “Centro di Documentazione dell’Industria Tessile” che presto dovrebbe dar vita a una nuova sala del museo dedicata proprio all’abbigliamento e ai suoi accessori. Vedremo così in mostra alcune punte di questo iceberg.
La struttura di via Castelnuovo conserva – grazie alla generosità di donatori – in primo luogo due importanti collezioni di cravatte, oltre trecento pezzi in tutto, all’insegna delle grandi firme della moda internazionale, più circa 3mila campioni per cravatteria. Materiale fondamentale allo scopo di documentare, anche nel settore moda maschile, l’intera filiera della produzione tessile, come è negli scopi originari del museo stesso. Non mancano rare messe in carta, in quantità notevoli, e campioni con varianti. Una parte consistente di tale fondo è nell’“Antologia della produzione tessile comasca” del museo, che gli ex alunni del Setificio aiuteranno a catalogare anche in vista di una futura digitalizzazione, allo scopo di conservare la memoria in modo più efficiente.
Parlando di cravatte e moda maschile, una chicca è la raccolta di disegni del 1972 dedicati al tema della cravatta opera del maestro Alvaro Molteni. Rappresentato in collezione anche da un virtuosistica cravatta astrattista. In vista della nuova sala a breve dedicata all’abbigliamento e agli accessori (nel bookshop sono già da tempo in vendita cravatte e foulards di qualità, di produzione attuale) tra i pezzi forti ci sono anche cravatte “Pierre Provence” lionesi. E autentica chicca è la donazione della Tessitura Sonvico, cinque volumi campionario che attendono uno o più mecenati per essere restaurati e digitalizzati a futura memoria. Emozionante è anche il diario di lavoro del 1938 di Felice Baratelli, pilastro dell’industria serica lariana.
Per citare una massima di Indro Montanelli che il Museo ha riprodotto in una brochure, «Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente». In via Castelnuovo ne fanno un mantra quotidiano.

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