Crisi e lavoro, si consolida il fondo diocesano

Il vescovo di Como, Oscar Cantoni
Il vescovo Oscar Cantoni
Il vescovo Oscar Cantoni

Nel 2009 la diocesi di Como fu tra le prime Chiese, in Italia, su esempio di quanto avvenuto in primis in Diocesi di Milano, con l’allora arcivescovo il cardinale Dionigi Tettamanzi, ad avviare un “Fondo diocesano Famiglia-Lavoro”, per quei nuclei familiari in situazione di difficoltà economica a causa della crisi finanziaria e occupazionale nel nostro Paese. Da allora, e con la successiva trasformazione in “Fondo Dona Lavoro”, sono stati raccolti e distribuiti, in tutta la diocesi di Como, quasi 1 milione e 100mila euro, che hanno permesso di sostenere in vario modo, compresa l’erogazione di borse lavoro, circa 1000 famiglie. Ora, con la crisi ancora presente ma in un contesto mutato rispetto a quando il percorso partì nove anni fa, il Fondo diventa “Rete Lavoro”. Domenica 10 giugno le offerte raccolte durante le Sante Messe in tutta la Diocesi saranno destinate alla costituzione del “Fondo Rete Lavoro”. Questa nuova fase è stata presentata ieri nel corso di una conferenza stampa  al Centro Pastorale Cardinal Ferrari

Nelle precedenti fasi del Fondo si è cercato di sostenere le famiglie con gravi difficoltà lavorative per mezzo di contributi economici ed anche di utilizzare gli strumenti tecnici a disposizione per garantire piccoli spazi di impiego tutelati e correttamente retribuiti. Ora si cerca di progredire su questa linea, che si è rivelata fruttuosa e capace di dare opportunità e speranza, provando a dare un semplice contributo nella formazione e nell’inserimento lavorativo. L’obbiettivo è quello di aiutare la persona a passare da una condizione di non-lavoro a quella di occupazione, il più possibile stabile e dignitosa. Le azioni saranno prevalentemente concordate con gli operatori istituzionali che si occupano di inserimento lavorativo. L’aiuto può essere economico, ma anche correlato ad altre esigenze come ad esempio la cura di un figlio o di un anziano durante l’attività formativa o di inserimento lavorativo. Qualsiasi contributo sarà comunque legato alla effettuazione del percorso definito dal Fondo d’intesa con gli operatori accreditati.

Si parte dalla compilazione di una apposita scheda da parte di un operatore a cui la persona si è rivolta in cui è delineata la volontà della persona di intraprendere un percorso e le sue condizioni dal punto di vista lavorativo, famigliare, reddituale ed abitativo.Una volta che il Fondo Rete Lavoro dà il suo parere positivo l’attività individuata è operativa. Seguirà il monitoraggio della stessa in collaborazione con i referenti territoriali e gli operatori interessati. I promotori e attuatori delle attività del Fondo, la Pastorale Sociale e del Lavoro, la Caritas, le ACLI, la Compagnia delle Opere, si avvalgono di collaborazioni consolidate sul territorio. Hanno infatti pensato che questo strumento, che ha finalità di promozione della persona e di coinvolgimento delle realtà parrocchiali ed ecclesiali nelle problematiche legate al lavoro, non necessita, nella nostra Diocesi, di strutture operative proprie, ma di collaborare con gli operatori già presenti e dare il proprio contributo per la migliore riuscita delle azioni in atto. Per questo si interfaccia con Centri per l’Impiego, soggetti accreditati per i servizi al lavoro, Centri di Formazione Professionale, Cooperative, Associazioni che operano nel settore e sono di volta in volta individuati come i più idonei ad accompagnare le persone nel percorso di inserimento. Un altro versante importante è quello delle associazioni datoriali, dell’industria, del commercio, dell’artigianato, della cooperazione e le organizzazioni sindacali: tutti questi soggetti sono stati informati e coinvolti nella gestione delle future attività.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.