Cultura e polemiche a Lugano

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Tempo di riorganizzazione per il “Museo delle Culture” di Lugano diretto dall’antropologo comasco Francesco Paolo Campione. La cui gestione “cosmopolita” fra il 2006 e il 2014, con 75 esposizioni temporanee in 36 sedi di 22 diverse città europee, è da tempo al centro di una dura polemica da parte della “Lega dei Ticinesi”, il partito fondato dallo scomparso Giuliano “Nano” Bignasca.
Di fatto Lugano, causa la crisi economica e in vista del mega-centro espositivo “Lac-Lugano Arte Cultura”, priorità considerata strategica per tutto il Cantone e non solo per la città sul Ceresio, imporrà sacrifici economici e strutturali all’istituzione di Villa Heleneum. Il piano 2015-2017 deve essere ancora discusso dal Municipio, ma le linee guida sono ormai tracciate.

Il museo sarà trasferito – il trasloco è già iniziato e si conta di finirlo nel 2017 – dalla sede prestigiosa ma “decentrata” dell’Heleneum a Villa Malpensata, con una superficie espositiva doppia e più accessibile. Si lavora inoltre per trasformare la “governance” del museo da ente pubblico a “fondazione privata di utilità pubblica a maggioranza privata”. Una modalità che sarebbe la conseguenza diretta di una tendenza già in atto. Infatti il museo già da circa otto anni si è di fatto aperto a una forma di “organizzazione mista” che compendia ruolo istituzionale e spirito imprenditoriale, garantendo così sia attività museali interne che consulenze e prestazioni all’esterno.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Francesco Paolo Campione

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