Cultura integrata, Chiasso è vincente

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Chiasso non è solo una città che ha il decimo degli abitanti di Como, con un reddito pro capite più alto, meno emergenze sociali e asfaltature impeccabili. Rimane  un modello di gestione degli eventi culturali, un laboratorio anche per il Lario, che invece arranca da sempre alla disperata ricerca di una identità su tale fronte che non fa certo onore alle pur nobili e ramificate radici.

Max Museo e Cinema Teatro della città di confine sono sempre  alleati sul fronte mostre, e promossi come un unico pacchetto integrato.

Insomma, così vicini, così lontani per parafrasare una celebre aria operistica di Richard Wagner.

Il centro culturale municipale di Chiasso (città  lo ripetiamo da 8mila abitanti e non da 80mila come la lariana) formato da Max Museo, Spazio Officina e Cinema Teatro in via Dante più la locale biblioteca, che di recente ha presentato la ricca programmazione per il biennio 2019-2020, ha una  particolarità ed è appunto il saper valorizzare in modo unitario  il trittico di spazi in cui è possibile produrre mostre e farle interagire fra di loro, diversamente da quando avviene in altri contesti come ad esempio proprio quello lariano, per allargare l’interesse, la conoscenza e il raggio d’azione delle attività stesse. Una serie di azioni virtuose che richiedono però visione, lungimiranza, capacità di lavoro di squadra.

E così, ogni volta che da Chiasso parte un comunicato stampa, un depliant promozionale, una mail che illustra una delle tante attività culturali integrate e coordinate in questo modo virtuoso e sinergico, implicita e sonora parte la  “tirata d’orecchi” ai lariani.

A Como le strutture pubbliche non mancano, sono prestigiose e hanno anche personale in abbondanza, ma  occorre motivare una struttura perché renda al meglio. Non hanno affatto una programmazione integrata per ottimizzare produttività e limitare i costi.

Chiasso non solo produce in autonomia le mostre ma le propone in coabitazione ad altri enti, spesso italiani, come musei e fondazioni e sa costellarle di  molti eventi collaterali. Insomma, oltre confine mettono il turbo, qui a Como si viaggia ancora a pedali.

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