Da Pedretti a Cecchetto: nella storia delle Olimpiadi otto medaglie d’oro targate Como

Fabio Casartelli

L’ultimo comasco a salire sul gradino più alto del podio di Giochi è stato Paolo Cecchetto alle ParaOlimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016. Per l’atleta di Lurago Marinone la vittoria nella prova di ciclismo della categoria H2.
Prima di Cecchetto la stessa soddisfazione era stata provata da Arianna Errigo – che a Londra 2012 ha vinto un oro (a squadre) e un argento (nella gara individuale) – e Roberto Bargna, in trionfo alle ParaOlimpiadi di Londra nel ciclismo in linea.
Una gioia che mancava dal 1992, quando a imporsi in una gara a cinque cerchi era stato il compianto Fabio Casartelli nel 1992 a Barcellona. Il primo oro era invece arrivato nel 1932 a Los Angeles con Paolo Pedretti. Tirando le somme, sono stati in totale otto i successi targati Como alle Olimpiadi moderne. Oltre a quelli già citati sono giunti quelli di Antonio Spallino (scherma), Giacomo Fornoni (ciclismo) e Alberto Cova (atletica).
Per quanto riguarda le competizioni invernali, l’unico podio comasco nella storia è stato il bronzo conquistato nel bob a due a Torino 2006 da Jennifer Isacco, in coppia con Gerda Weissensteiner.
Negli anni Trenta
La prima vittoria in assoluto è stata appannaggio del già citato ciclista albesino Paolo Pedretti, trionfatore della gara a inseguimento nel 1932 a Los Angeles. I suoi compagni di squadra erano Cimatti, Borsari e Ghilardi. Gli azzurri fecero registrare il record mondiale. Il corridore è scomparso nel 1984, prima delle Olimpiadi che si sono tenute nuovamente a Los Angeles.
Fabio, gioia e tragedia
Un altro protagonista delle due ruote, vincitore ai Giochi, veniva come Pedretti da Albese: si tratta di Fabio Casartelli, trionfatore nella prova in linea a Barcellona nel 1992. Il comasco regolò l’olandese Dekker e il lettone Ozols: di quella giornata è rimasta in mente l’esultanza di tutti e tre i corridori al traguardo, felici per la medaglia. L’esperienza da professionista di Fabio è poi stata tragica: Casartelli, nella foto, morì pochi anni dopo, il 18 luglio del 1995 per una caduta al Tour de France.
Fornoni a Roma
Dal ciclismo, qualche anno prima, era arrivato pure il titolo di Giacomo Fornoni nella “100 chilometri a cronometro a squadre” a Roma nel 1960. Con il corridore di Lurago d’Erba (scomparso nel 2016) erano anche Cogliati, Trappè e Bailetti: la Nazionale era stata tenuta lontana dal villaggio olimpico perché i dirigenti della Federciclo sostenevano che a Roma ci fosse «troppa vita». Il team fu confinato in un convento di monache.
Le medaglie di Spallino
Lo schermidore Antonio Spallino è il comasco che ai Giochi ha vinto di più in assoluto: argento nel fioretto a squadre nel 1952, bronzo nell’individuale e oro a squadre a Melbourne nel 1956. Spallino poi, dopo la sua carriera agonistica, è stato a lungo sindaco di Como. La sua scomparsa nel 2017 a 92 anni.
Cova l’americano
Un’affermazione olimpica anche per Alberto Cova (Los Angeles 1984) nei “10mila” di atletica leggera. Cova superò in una appassionante volata il finlandese Martti Vainio.
Il mezzofondista brianzolo ha vinto anche un Mondiale, tre Europei e ha fatto registrare quindici primati italiani. Si è ritirato dopo aver preso parte a Seul 1988. Ha raccontato la sua storia nel libro “Con la testa e con il cuore”, scritto con il giornalista Dario Ricci, pubblicato pochi giorni fa.
Gli ultimi exploit
Prima del successo di Cecchetto a Rio de Janeiro 2016 nella prova di handbike H2, l’edizione dei Giochi di Londra 2012 aveva dato molte soddisfazioni ai lariani. Arianna Errigo nella scherma ha ottenuto l’oro a squadre e un argento nella gara individuale di fioretto, persa nello spareggio con l’altra azzurra Elisa Di Francisca.
Roberto Bargna, di Capiago Intimiano, alle ParaOlimpiadi ha fatto sua la corsa in linea C1/3. Il lariano, nel 2002, aveva perso l’uso del braccio sinistro per un incidente in moto sulla Statale Regina.

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