Da Puni a Putin: Il passato (recente) di Gianluca Savoini al Calcio Como

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È l’uomo di cui tutti stanno parlando. Il presunto ufficiale di collegamento tra l’ex colonnello del Kgb Vladimir Putin e il Capitano Matteo Salvini.

Al centro di una vicenda tutta da dipanare, il ligure Gianluca Savoini ha riempito in questi giorni i notiziari e le pagine di piccoli e grandi quotidiani. La sua vita e le sue attività sono state passate al setaccio. Poco o nulla è rimasto sottotraccia. Come sempre accade in situazioni del genere. Ma curiosamente, pochi si sono ricordati – anche dalle nostre parti – di quanto accadde soltanto due anni fa, quando in una primavera appena sbocciata Savoini “portò” sul Lario la meteora meno luminosa della storia del calcio azzurro.

Per alcune settimane, infatti, da marzo a luglio, l’ex portavoce di Salvini fu l’angelo custode di Doris Akosua Asomo Puni, moglie del calciatore Michael Essien e donna d’affari ghanese che, per motivi rimasti senza spiegazione, comprò il Como all’asta (spendendo 237mila euro) per poi abbandonarlo in fretta a un tristissimo destino.

Assieme al socio svedese di lady Essien, il finanziere Fredrik Wahlman e a un manager ginevrino che faceva anche da interprete, Nikola Rikov, Savoini completava il board della società di via Sinigaglia ricoprendo il ruolo di responsabile della comunicazione.

Con questo incarico accompagnò la presidente in varie trasferte e le fece da tutor durante le (poche) interviste rilasciate a Tv e giornali.

Nei mesi più travagliati della gloriosa storia del Como Calcio, accanto a Savoini fecero la loro comparsa fugace anche Ariella Casimiri, amministratore unico della squadra e Novella Ferrini, avvocato torinese, la quale in un’intervista al Corriere di Como disse di aver «aiutato la signora Puni Essien ad acquisire la società dal fallimento» svolgendo la funzione di «sua procuratrice speciale per le pratiche con la curatela».

Il 27 giugno 2017, rispondendo alle nostre domande, Savoini assicurava: «la signora Essien si è accorta tardi dei problemi. Mi ha detto che i soldi arriveranno nelle prossime ore, sia quelli necessari a pagare gli stipendi sia quelli per l’affiliazione e l’iscrizione al campionato». E aggiungeva: «Akosua si scusa» con i tifosi e la città. «Gli errori fatti serviranno a non farne più, ma ribadisce che la situazione si è risolta».

Un mese dopo il Como ripartiva dai dilettanti.

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