Dalla pila di Volta alla nuova radioterapia, l’Enea testa l’invenzione comasca

centro ricerche Enea Brasimone

Oltre il 50% dei pazienti oncologici viene sottoposto a sedute di radioterapia con apparecchiature sempre più evolute. Tutte le radiazioni utilizzate per distruggere il DNA delle cellule tumorali, dai raggi X ai raggi Gamma, dagli elettroni a particelle come protoni e neutroni, possono però indurre sui tessuti sani e sugli organi adiacenti la zona tumorale l’insorgenza di tumori secondari e successivamente di metastasi.
L’obiettivo di ogni radioterapia avanzata è quello di utilizzare una radiazione particolarmente intensa, ma localizzata sul tumore, e capace di ridurre significativamente le possibili metastasi. La ricerca portata avanti da TheranostiCentre, la società che dal 2016 ha la sua sede creativa presso la Fondazione Alessandro Volta di Como, la sede legale a Milano e l’operativa presso il Centro di Ricerca dell’Enea al Brasimone (Bologna), si muove proprio in questa direzione.
TheranostiCentre, in collaborazione con l’ENEA, e grazie agli accordi stipulati con il professor Ka-Ngo Leung, un consulente statunitense tra i massimi esperti mondiali di generatori compatti di neutroni alimentati da corrente elettrica, ha sviluppato una tecnologia “disruptive”, innovativa, basata sulla radioterapia a particelle: i neutroni. Questa tecnologia, oltre ad avere un’efficienza maggiore rispetto a quelle attualmente utilizzate per la radioterapia, ha anche un costo decisamente inferiore.
L’idea innovativa alla base della tecnologia di TheranostiCentre è in fondo simile a quella che ha portato alla creazione della pila voltiana: una tecnologia esistente, ma utilizzata per scopi diversi da quelli poi sviluppati.
Come Volta è partito dalle esperienze sull’elettricità animale di Luigi Galvani per arrivare ad un generatore di tensione, così la radioterapia inventata da TheranostiCentre si è basata sulla fisica delle radiazioni a neutroni originariamente utilizzata per le prospezioni geologiche, la spettrografia di materiali e la ricerca universitaria. Anche in questo caso si è trattato di riorganizzare e ripensare i principi e gli elementi esistenti creando uno specifico irradiatore in grado di emettere una radiazione a neutroni per combattere il cancro, un tipo di radiazione efficace su diversi tipi di tumori solidi anche profondi.
La malattia che chiamiamo “cancro” comprende in realtà diversi tipi di patologie e da indicazioni multidisciplinari provengono sempre maggiori suggerimenti sul fatto che una radioterapia avanzata può essere sviluppata per essere sempre più efficace, selettiva e valida anche per tumori in stadio avanzato.
Per perfezionare il dispositivo a neutroni, TheranostiCentre si avvarrà della collaborazione di esperti di radioterapia e radiobiologia di primari istituti italiani che metteranno a disposizione la loro pratica clinica quotidiana per identificare il miglior setting della macchina per tutti i tumori solidi, ma principalmente per quelli per i quali l’attuale radioterapia non sembra essere risolutiva o efficace.
Il generatore a neutroni dell’apparecchiatura radioterapeutica inventata da TheranostiCentre è un cilindro con dimensioni ridotte (si veda figura), circa 28 cm di lunghezza e 30 cm di diametro, e con un peso di circa 60 kg dovuto soprattutto alle schermature richieste dalla radioprotezione. Questo apparecchio potrà essere montato su uno specifico braccio robotico chiamato “gantry” con vari gradi di movimentazione per poter indirizzare la radiazione prodotta sulla zona tumorale.
«Grazie all’alta efficienza della radioterapia a neutroni – spiega Maurizio Martellini dell’Università dell’Insubria, tra i promotori di TheranostiCentre – si potranno evitare potenzialmente le recidive generate dalle cellule cancerogene “quiescenti” poiché l’apparecchio di TheranostiCentre è stato sviluppato in modo da essere utilizzato direttamente in sala operatoria, subito dopo l’asportazione chirurgica della massa tumorale principale. Questa pratica, che viene già utilizzata, è nota come radioterapia intraoperatoria e fino ad ora veniva principalmente effettuata con raggi X o elettroni, tuttavia queste radiazioni non sono sufficientemente efficaci per distruggere il Dna delle cellule tumorali ed è necessario ricorrere ad una qualità di radiazione molto più alta. Grazie all’invenzione di TheranostiCentre si passerà ad una qualità di radiazione circa 17 volte più efficiente di quella a raggi X, raggi Gamma, elettroni e protoni».
L’insegnamento che possiamo trarre da questa idea comasca è il seguente: la tecnologia può effettivamente dare un’importante contributo ai problemi scientifici, e in questo caso a quelli medici, in attesa di una futura “rivoluzione” copernicana per la cura dei tumori solidi, una rivoluzione che attraverso la sinergia e il mutuo rafforzamento tra radioterapia, chemioterapia e immunoterapia porterà ad un approccio sempre più personalizzato per il paziente oncologico e per la sua particolare patologia.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.