Dalle divise contate agli uffici chiusi per scortare i politici

Le lamentele dei sindacati
(m.d.) L’ultimo rinnovo contrattuale è stato quello del 2009-2010, poi più nulla. Un agente guadagna circa 1.150 euro al mese quando entra in polizia e può arrivare a un massimo di 1.800 euro per i ruoli non dirigenziali. Ma la cura dimagrante imposta dalle ristrettezze delle casse statali non riguarda soltanto i salari, perché investe l’intera attività della polizia così come delle altre forze dell’ordine.
Per quanto riguarda gli agenti, gli esempi in riva al Lario si sprecano. A partire dai colpi contati per i tiri di addestramento. «Ogni poliziotto può usare solo 15 pallottole in ciascuna sessione di addestramento», denuncia il segretario del Siulp Paolo Tabbacco. Senza dimenticare il problema del poligono dove andare a sparare. «Visto che il poligono interno alla Questura da oltre vent’anni è inutilizzabile ed è stato trasformato in magazzino – ricorda il responsabile provinciale del Sap, Ernesto Molteni – per le esercitazioni di tiro dobbiamo andare a Milano o a Bergamo».
C’è poi il capitolo delle divise a disposizione di ciascun agente. La dotazione è scarsa e i poliziotti faticano a cambiare camicie e pantaloni perché non ci sono soldi per comprarne di più: così capita che debbano utilizzare gli abiti dismessi dai colleghi dimagriti o ingrassati.
E non bisogna dimenticare i problemi relativi al parco auto. «Se una volante si guasta – aveva denunciato il Siulp nelle scorse settimane – ci vogliono mesi perché torni in servizio: i fondi per le riparazioni sono esigui».
La coperta è corta, come si suole dire. I soldi sono pochi, il personale altrettanto. «L’ufficio passaporti della Questura chiude perché bisogna scortare i politici presenti al Workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio – afferma il segretario provinciale del Silp Cgil, Ivan Robes Roncolato – L’ufficio denunce chiude perché non funziona il computer. Eppure i soldi per far arrivare le auto blindate per la scorta dei politici si trovano: ebbene, chiediamo che il governo trovi le risorse per tutelare la dignità del nostro lavoro».
L’elenco delle lamentele è lungo. Dai trasferimenti improvvisi di agenti dalla polizia di frontiera di Como in altre parti d’Italia, come accaduto questa estate – 13 gli uomini dirottati dal Lario a Fiumicino, Bari e Venezia – alla necessità di far fronte ai servizi d’ordine in occasione di manifestazioni sportive, calcio e basket soprattutto, o di eventi privati. Come per esempio accaduto nel giugno scorso quando Bulgari aveva preso in affitto per alcuni giorni Villa Olmo e il suo parco e decine di agenti comaschi avevano dovuto sorvegliare l’arrivo dei gioielli della nota azienda romana del lusso. Servizi che i sindacati di polizia sono pronti a boicottare, con il blocco degli orari in deroga, se il governo non ascolterà le loro richieste.

Nella foto:
Un furgone della polizia in riva a Cernobbio in occasione del Workshop Ambrosetti

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