Dall’inizio dell’anno 20 giorni senza respirare. Il Comasco messo sotto assedio dalle Pm10

Smog in città

Una media di Pm10 pari a 44 microgrammi per metro cubo e 20 giorni di superamento dei limiti.
Il 2019 è un anno iniziato decisamente molto male per il territorio lariano sul fronte dell’inquinamento atmosferico. Lo conferma il dossier di Legambiente Lombardia pubblicato ieri a poche ore dall’entrata in vigore della rivoluzionaria Area B di Milano. «In Lombardia continua imperterrita l’ascesa dei livelli di polveri sottili nell’aria e il clima non aiuta, in assenza di precipitazioni: nei prossimi giorni solo i rinforzi di vento potrebbero portare sollievo all’aria ammorbata della conca padana, ma per ora siamo a livelli di inquinamento molto superiori a quelli raccomandati dall’Ue – dicono i dirigenti dell’associazione ambientalista – L’emergenza smog da inizio anno è divenuta una condizione di ordinaria amministrazione, dimostrando il fallimento del Piano Aria delle Regioni del bacino padano».
Sulla questione è intervenuto ai microfoni di Etv anche il portavoce regionale dei Verdi, Aldo Guastafierro. «Questo è un problema che riguarda tutta la pianura padana – ha detto – È evidente che bisogna attivare i necessari progetti strutturali, perché con i palliativi del blocco delle auto e i provvedimenti temporanei conseguenti all’aumento degli inquinanti non si risolve nulla. Bisogna agire con politiche attive a partire dai territori. Oggi (ieri, ndr) c’è vento, quindi probabilmente la Regione non prenderà alcun provvedimento perché il vento aiuta a disperdere gli inquinanti, ma non possiamo aspettare ogni volta che il vento arrivi in aiuto e ci dia una mano».
Il vento di venerdì non ha ripulito totalmente l’aria dall’inquinamento. In provincia di Como i valori di polveri sottili sono quindi rimasti superiori alla soglia limite di 50 microgrammi per metro cubo, per il quinto giorno consecutivo.
La media delle Pm10 sul Lario, l’altroieri, ha toccato quota 51 microgrammi. In calo rispetto alla giornata di giovedì, 86,3 microgrammi, ma sempre sopra la soglia d’allarme. Scongiurate, al momento, le misure temporanee di primo livello, che prevedono anche uno stop ai diesel Euro 4. Le limitazioni potrebbero però scattare nella giornata di lunedì se le polveri sottili dovessero continuare a superare i 50 microgrammi.
Soltanto a Como città il vento ha aiutato la dispersione delle polveri sottili, abbassando la concentrazione di Pm10 nell’aria passata da quota 94 di giovedì a quota 45 microgrammi di venerdì. Sopra la soglia d’allarme, invece, sono rimasti i valori di Pm10 a Cantù e a Erba, le altre due città del Comasco monitorate dall’Arpa.
Venerdì a Cantù la centralina di via Meucci ha registrato una concentrazione di 57 microgrammi per metro cubo, con valori sopra la soglia limite per il terzo giorno consecutivo (mercoledì 52 microgrammi, giovedì 82); a Erba è stata superata la soglia limite e la colonnina ha fatto registrare 51 microgrammi di Pm10 per metro cubo d’aria, in calo comunque rispetto a giovedì, quando la concentrazione di polveri sottili nell’aria era schizzata a 83 microgrammi per metro cubo.

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