Daniela: Alberto addio. Nuova vita lontano da Como

LA MOGLIE DI ARRIGHI
La consorte dell’armiere ha cambiato città, ha voltato pagina e non parla più del passato
«Alberto Arrighi rimane la persona che avete conosciuto. Il mio grande e unico Albi e papà meraviglioso delle sue bambine». A parlare, poche ore dopo l’omicidio di Giacomo Brambilla, era Daniela La Rosa, moglie dell’armiere reo confesso del delitto.
Sono passati meno di tre anni da quella difesa strenua e accorata, una sorta di pubblica dichiarazione d’amore. Eppure, a guardare oggi la realtà dei fatti, il mondo rappresentato in quelle poche parole non esiste più.
Daniela La Rosa
starebbe per chiedere il divorzio e ormai è la «ex moglie» di Alberto Arrighi, quello stesso uomo che nel febbraio del 2010 era chiamato affettuosamente «il mio Albi». La donna ha voltato completamente pagina. Ha lasciato per sempre Como. Si è trasferita per rifarsi una vita con le due figlie avute dall’armiere e, da pochi mesi, ha avuto un altro figlio da un nuovo compagno. Inutile provare a contattarla, chiederle una riflessione su un doloroso passato recente che la moglie di Arrighi vorrebbe trasformare il prima possibile in remoto.
Daniela La Rosa è stata la prima a sapere quello che era accaduto nell’armeria. Ha raccolto la confessione del marito. La mattina del 2 febbraio poi lo ha raggiunto in negozio e lo ha aiutato nell’improbabile tentativo di cancellare le tracce dell’orrore. Tecnicamente si chiamerebbe favoreggiamento, ma il codice non contempla il reato in caso di uno stretto rapporto di parentela. Moglie e marito, ad esempio. Da via Garibaldi, la presenza della donna si è spostata soprattutto su Facebook, trasformato in uno strumento per la tutela dell’immagine e della reputazione di Alberto.
L’ultima apparizione pubblica di Daniela a Como risale al mese di dicembre del 2010, nella Biblioteca del capoluogo, per la presentazione del libro “Liberi in carcere – L’incontro nell’incontro”, basato sugli scambi epistolari tra due detenuti, uno dei quali è Alberto Arrighi. La moglie dell’armiere era in prima fila, una rosa rossa tra le mani. Non aveva rilasciato alcuna dichiarazione.
Aveva parlato invece, Daniela, dopo la sentenza di primo grado e la condanna a 30 anni di reclusione per Alberto Arrighi. «Una sentenza ingiusta, troppo pesante», l’aveva definita la donna.
«Alberto ha ucciso – aveva detto – ma senza premeditazione. Ha ucciso in un momento di rabbia, non ha capito più nulla dopo che Brambilla ha attaccato me e le mie figlie».
Daniela La Rosa sembrava convinta che il giudizio di secondo grado sarebbe stato diverso. La Corte d’Assise d’Appello di Milano invece ha ribadito la condanna a trent’anni di carcere per Alberto Arrighi. E ha ribadito anche quel ruolo, sempre negato dalla donna, «di rafforzamento del proposito criminoso» del marito.
Nessun commento, questa volta. Nessun giudizio né difesa di «Albi», che potrebbe diventare solo il suo «ex marito». Daniela, ormai, era già proiettata in un futuro diverso. In una vita senza passato.

Anna Campaniello

Nella foto:
Daniela La Rosa con una rosa rossa in Biblioteca a Como nel giorno della presentazione del libro “Liberi in carcere”, basato sugli scambi epistolari tra due detenuti, uno dei quali è Alberto Arrighi

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