Danze nel nome dell’ambiente a Villa Olmo

Boomerang - gli illusionisti della Danza - 08 Alessio Stefanato

RBR Dance Company Illusionistheatre porta nel Parco di Villa Olmo a Como, mercoledì 4 agosto, alle ore 21, all’interno del Festival Como Città della Musica, nell’ambito della prima edizione del Villa Olmo Festival, Boomerang gli Illusionisti della Danza, un balletto che trae spunto ed ispirazione da riflessioni ecologiste e dalla natura, per dar vita ad immagini e coreografie sorprendenti: saranno i corpi i veri protagonisti di questo inaspettato viaggio a passo di danza.

RBR Dance Company Illusionistheatre, compagnia di danza, che da anni mette in scena progetti artistici capaci di sposare perfettamente la forza acrobatica e la leggerezza delle visioni sceniche, ha debuttato lo scorso giugno con una nuova e stupefacente produzione: Boomerang gli Illusionisti della Danzaèun viaggio onirico, che inizia con la comparsa della vita sulla terra, narra successivamente la nascita dell’uomo e sviluppa poi il tema, in tre ambienti diversi ma tra loro collegati, dell’impatto della presenza, diretta o indiretta, del genere umano.

I danzatori, supportati da scelte registiche altamente ipnotiche, l’uso magistrale di luci e da musiche evocative, catturano letteralmente lo spettatore in un viaggio, che ciascuno di noi dovrebbe intraprendere per comprendere come ad ogni nostra decisione o azione, consapevole o meno, ne corrispondono di uguali e contrarie anche quelle che mettiamo in atto nei confronti dell’ambiente in cui viviamo.

RBR Dance Company Illusionistheatre, infatti, da anni porta in scena progetti artistici atti a sensibilizzare il rispetto per l’ambiente.

In questo nuovo spettacolo, il primo quadro rappresenta il progressivo ritirarsi delle nevi perenni: con coreografie fluttuanti ed illusionistiche si descrive l’inarrestabile scioglimento dei ghiacciai.

Si scende poi nelle caotiche città, tra la quotidianità automatizzata dell’essere umano, omologata e sovrastata dalla tecnologia: l’uso sapiente di speciali fondali e proiezioni amplificano la rappresentazione di un’umanità intrappolata nella sua gabbia di vetro.

Nell’ultima tappa del viaggio le profondità degli abissi riempiono la scena; seppur nel nostro immaginario possano esser infinite, sono ormai sature di plastiche: i danzatori, moltiplicandosi e sparendo, emulano la dimensione marina nella sua sofferenza.

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