Darsena, ecco perché il ponte rischia di crollare

altI guai della città
La relazione: strutture al limite del cedimento Opere imminenti, lungolago chiuso una settimana

Nel documento ufficiale con il quale il Comune di Como ha approvato il progetto esecutivo per rifare completamente il ponte sulla darsena emerge con chiarezza il grado di compromissione a cui sono arrivate le strutture in questione. In estrema sintesi, si potrebbe dire che – a dispetto delle parole comprensibilmente tranquillizzanti usate per la vicenda dal Comune – il paventato rischio di improvvisi e pericolosissimi cedimenti della darsena era più che realistico. Tanto è vero che, in base a questo

stato di fatto, il sindaco di Como, Mario Lucini, è stato il primo a optare per una procedura d’urgenza per i lavori di rifacimento. Per accelerare, nonostante il periodo agostano, l’amministrazione ha dunque appena inviato una quindicina di inviti ad altrettante aziende specializzate per realizzare il progetto esecutivo già messo a punto dall’ingegner Lorenzo Jurina (Politecnico di Milano). Dopo la valutazione delle offerte proposte dai privati (su una base d’asta di 500mila euro) partirà l’assegnazione dei lavori, destinati a partire entro fine agosto per chiudersi entro un mese circa. Con una settimana almeno – sul totale dell’intervento – che vedrà il lungolago completamente chiuso al traffico. Accadrà probabilmente a settembre, con scuole e mondo del lavoro già tornati a pieno regime o in procinto di farlo. Il caos, insomma, sarà assicurato
A imporre un simile percorso a tappe forzate al Comune sono state le relazioni tecniche sullo stato delle strutture che sostengono il ponte sulla darsena (già oggetto di un crollo, nel gennaio scorso, tale da imporre il divieto di transito per i mezzi sopra le 3,5 tonnellate). I tecnici hanno sottolineato che «le solette di copertura del manufatto» presentano rotture dei tiranti d’acciaio, a causa, presumibilmente, del degrado subito dalle medesime strutture metalliche nel tempo, stante il riscontrato e diffuso strato di ossidazione delle stesse». Inoltre, il ponte si trova «in uno stato di diffusa precarietà», anche «a causa del crollo del 29 gennaio scorso». Evento che fece emergere come «la situazione delle strutture della soletta, già rilevata quale deficitaria, sia risultata ancor più grave, poiché, al momento del sopralluogo, i muri di spalla presentavano un panorama fessurativo critico». Pressoché inevitabili le (poco tranquillizzanti) conclusioni: «La situazione statica dell’attuale impalcato stradale, ulteriormente aggravata dal processo di deterioramento in atto, e il notevole danneggiamento, nonché la diffusa ossidazione delle parti metalliche, hanno seriamente compromesso la capacità portante del ponte, il cui impalcato presenta fenomeni di corrosione accentuati che, in molti punti, hanno significativamente ridotto la sezione di acciaio e dunque la resistenza. Per questo motivo è stata prevista la completa sostituzione dell’impalcato esistente, con la necessità di procedere urgentemente». Insomma, i disagi per il cantiere ci saranno, e non tra molto. Ma, forse, sempre meglio che continuare a transitare su una sorta di foglio di carta velina.

E.C.

Nella foto:
Una bella vista dall’alto del ponte della darsena, sul lungolago di Como. La struttura è ormai in pessimo stato e anche pericolosa. Per questo motivo il cantiere partirà entro pochi giorni (Fkd)

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