Davide Marson, presidente di Cantù. «Il lavoro è duro e arduo. Ma noi non abbiamo paura»

Centro sportivo Toto Caimi di Cantù, Ron Artest, alias Metta World Peace fa visita agli allenamenti della pallacanestro Cantù. Con lui Davide Marson e Nicola Brienza

Una settimana dedicata anche alle pubbliche relazioni e alla promozione della Pallacanestro Cantù. Prima il giro al Salone del Mobile a Milano, poi la visita all’allenamento di giovedì di un grande ex come Ron Artest, alias Metta World Peace. In prima linea, in entrambe le occasioni, il nuovo presidente della Pallacanestro Cantù Davide Marson, che ha fatto il punto dell’opera alla guida del club.
«Il lavoro è duro e arduo – sostiene – ma noi siamo come i tifosi canturini; non abbiamo paura e lottiamo. Stiamo ottenendo risultati positivi soprattutto con gli imprenditori locali, che stanno dando risposte sincere e concrete, non soltanto a parole. Siamo soddisfatti e cerchiamo di portare avanti questa scommessa che ci vede tutti protagonisti».
Un compito che comunque non è facile, e lo stesso Marson non ha mai nascosto le difficoltà. «In questi anni abbiamo avuto una buona palestra – spiega – ci siamo abituati a stare sull’orlo del baratro, dove siamo giunti almeno un paio di volte. Con colpi di coda abbiamo risistemato le situazioni».
«Ora c’è un progetto ben strutturato che si sviluppa in tre anni e che sta ricevendo l’appoggio di imprenditoria, istituzioni e delle stesse banche – dice il presidente – Una situazione differente rispetto a quella della gestione di Dmitry Gerasimenko a cui, comunque, va la nostra gratitudine per averci fatto vedere due stagioni e mezzo di pallacanestro ad alto livello: questo non va dimenticato».
C’è poi il discorso del nuovo palazzetto di Cucciago, che comunque non è, almeno in questo momento, una priorità.
«Abbiamo creato una compagine per portare avanti il progetto del palazzetto polifunzionale – conclude Davide Marson – Abbiamo proposto a Metta World Peace e ad Anna Cremascoli di darci una mano. Speriamo di avere una risposta positiva, soprattutto da Anna. Ma è una questione che attualmente non è in primo piano. Prima dobbiamo salvare la stagione e la società, poi ragioneremo anche su questo argomento».

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