Degrado della città, i volontari denunciano l’assenza della politica

Senzatetto al mercato coperto

Perché appena fuori dalle mura cittadine si è giunti a una situazione di degrado ormai non più sostenibile? La lettera aperta dei commercianti del Mercato coperto di Como, piombata come un macigno sul tavolo della giunta, ha sicuramente scosso molti. La denuncia degli esercenti è triste e terribile nello stesso tempo. Mette a nudo una situazione che va comunque cambiata. E scopre, forse in maniera inattesa, le lacune di una politica incapace, fin qui, di risolvere un problema noto da moltissimo tempo.
Ai commercianti, hanno dato una prima risposta i volontari di Como accoglie, l’associazione che più di altre forse aiuta le persone in stato di disagio che si rifugiano tra San Francesco, via Sirtori e via Mentana.
«Gli operatori del Mercato coperto hanno lamentato le condizioni di degrado delle zone vicine; noi di Como accoglie, semplici cittadini che prestiamo un’azione volontaria, abbiamo già espresso più volte comprensione per il loro disagio, anche attraverso azioni concrete, quali pulizie mattutine – si legge nel documento giunto in redazione – Siamo sempre stati i primi a non trovare normale che le persone dormano fuori: a San Francesco, davanti al Mercato coperto o in altri luoghi».
E tuttavia, perché ciò non accada, servono iniziative. Servono politiche sociali. «Ora sembrerebbe che a Como il desiderio di affrontare i problemi, anziché ignorarli e così aggravarli, si stia finalmente facendo strada – dicono ancora i volontari – un nuovo dialogo e a una collaborazione» sono importanti «per gestire e cercare soluzioni a una situazione che si sta trascinando da anni, a partire da misure piccole ma concrete che possano alleviare da subito condizioni di disagio estreme e in prospettiva cerchino di risolverle».
«Ascolto e collaborazione» sono le due parole chiave rilanciate da Como accoglie.
Mentre sul piano più politico, l’ex assessore ai Servizi sociali del capoluogo, Bruno Magatti, accusa la giunta di essere concausa di quanto sta accadendo. «Buona parte delle cose scritte da Confesercenti è condivisibile – dice Magatti – ma il problema nasce dalla scelta politica di chi ha deciso di non prendersi cura delle persone disagiate, italiani o stranieri che fossero. In via Sirtori ci sono bagni pubblici e docce che in occasione dell’emergenza del 2016 vennero messi a disposizione anche in orario notturno. In quel caso noi ci attivammo subito».
Il giudizio di Magatti è molto duro. «La politica che tira giù la saracinesca e colpevolizza le persone in difficoltà, rinuncia alla sua umanità. Ma scelte simili, alla fine, ti rimbalzano sempre addosso. Il pugno duro ti ritorna in faccia. C’è quindi una responsabilità chiara, ed è di chi ha deciso di governare questi problemi con le grida manzoniane e con la polizia invece che con politiche sociali».
Purtroppo, conclude il consigliere di Civitas, anche la Confesercenti, che «oggi giustamente protesta, ha sostenuto un’idea completamente sbagliata di governo del disagio. Ora puntano il dito, ma dovrebbero guardarsi allo specchio e riconsiderare le scelte che in un passato molto recente hanno avallato».

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