Delitto di Tavernola, la Procura chiede l’archiviazione

Rinvenimento cadavere Salesiani Tavernola

La Procura di Como ha chiesto l’archiviazione del fascicolo per la morte di Abdella Toure, 21enne del Gambia, da tempo senza fissa dimora dopo che gli erano state revocate le misure di accoglienza.

Il corpo senza vita del giovane era stato scoperto a Tavernola, nei boschi vicini al centro migranti dei Salesiani. Il fascicolo era aperto per omicidio.
A causare il decesso – come rilevato dall’autopsia – era stato un violento colpo alla testa, probabilmente dovuto a una caduta dall’alto. A far propendere per l’omicidio era stato il fatto che il corpo era stato ritrovato avvolto in una coperta e buttato in una scarpata a pochi metri dai Salesiani, scoperta che risale all’ottobre del 2018.

Le indagini era state da subito complicate, soprattutto per lo stato di conservazione del corpo ormai privo – quando fu scoperto – delle parti molli. Anche risalire all’identità della vittima fu difficile. A sciogliere il rebus fu una impronta digitale di un pollice, ancora utilizzabile.

Il giovane era sbarcato a Lampedusa nel 2015 ed era stato assegnato a una struttura di Como. Nell’agosto dello scorso anno, il gambiano era stato però arrestato per rissa e resistenza a pubblico ufficiale, con conseguente revoca delle misure di accoglienza. Da allora risultava senza fissa dimora.

In un simile dramma, che per il momento rimane senza colpevoli, c’è però anche un piccolo “fiore”: la comunità gambiana si è mobilitata in questi mesi per contattare i famigliari del ragazzo. Dopo un lungo lavoro è stato individuato il padre. La stessa comunità ha poi promosso una raccolta fondi per permettere al corpo di Abdella Toure di fare ritorno in patria. Viaggio verso casa che è stato effettuato la scorsa settimana.

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