Delitto di Veniano. Le parole del 47enne che ha accoltellato a morte Hans: «Ho avuto paura e mi sono difeso»

Omicidio di Veniano

«Mi sono sentito minacciato, ho avuto paura per me e per mio figlio e mi sono difeso. Ho estratto il coltello solo per difendermi, non volevo certo uccidere quel ragazzo». Interrogato in carcere al Bassone, ha fornito la sua versione dei fatti Gabriele Luraschi, l’operaio di 47 anni arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla presenza di un minore, il figlio 11enne dell’uomo.
Il giudice ha convalidato la custodia cautelare in carcere e ha accolto in toto la tesi accusatoria. Il legale difensore Roberto Colombo chiederà il Riesame per il suo assistito.
In poco più di un’ora, Luraschi ha ripercorso i drammatici istanti sfociati, domenica sera al campo sportivo di Veniano, nell’omicidio di Hans Junior Krupe, 25enne residente in paese, ucciso a coltellate dopo una lite con il 47enne.
Luraschi avrebbe confermato che la discussione è scoppiata per l’acqua della fontanella. La vittima, a detta del 47enne, avrebbe per due volte buttato appositamente dell’acqua addosso all’uomo e al figlio, che stavano entrambi utilizzando il cellulare. Secondo Luraschi, il giovane sarebbe stato alterato, forse dall’alcol.
Tra i due, dopo gli schizzi d’acqua, è nata una breve discussione. Poche battute poi, secondo la versione dell’operaio arrestato, il ragazzo si sarebbe avvicinato a lui con fare minaccioso. Sentendosi in pericolo e temendo per il figlio, Luraschi avrebbe estratto il coltello che aveva in tasca, solo per tenere lontano il ragazzo, che si sarebbe invece avvicinato fino a che tra i due sarebbe nata una colluttazione. Nella concitazione, il 47enne avrebbe colpito a una spalla Hans per liberarsi dalla presa del giovane. Poi l’avrebbe visto rialzarsi e camminare verso gli amici ed era quindi convinto di averlo solo ferito lievemente.
Solo quando i carabinieri lo hanno raggiunto a casa, l’operaio ha saputo che il ragazzo era morto.
«Era spaventatissimo e soprattutto molto dispiaciuto – dice l’avvocato Roberto Colombo – Mai e poi mai pensava di averlo ucciso e soprattutto non aveva alcuna intenzione di uccidere. Luraschi è tutto fuorché un violento, usa il coltello per i lavori in un campo di sua proprietà e a volte si dimentica poi di lasciarlo a casa. Fa volontariato in alcune associazioni e non ha mai avuto diverbi o litigi. Si è sentito in pericolo e si è difeso. Chiederemo il Riesame perché la sua posizione sia rivalutata».

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