Demografia, a Cantù il boom

La città di Como vista dall'alto

È Cantù il comune della provincia di Como che è cresciuto maggiormente dal 2012 al 2018. Un incremento in sei anni (la rilevazione si ferma al 1° gennaio 2018) di oltre 6mila residenti. Una vera e propria esplosione per la Città del Mobile, che nel 2018 sfiorava le 40mila anime (39.932 abitanti). Si tratta dell’unico centro di una certa dimensione a raggiungere questi risultati in materia di demografia. La gestione di questi numeri rappresenta anche una sfida nella sfida per la prossima amministrazione di Cantù (si voterà in primavera). Sotto il campanile di San Paolo sono cresciuti soprattutto gli italiani, mentre il numero degli stranieri è rimasto quasi costante (da 3.459 a 3.740) scendendo in percentuale, sul totale della popolazione, dal 10,3% al 9,4%.
Il secondo grande centro provinciale per crescita è la città di Mariano Comense, al 17° posto su scala provinciale, con un incremento del 6% contro il 18,4% della vicina Cantù. A Mariano la popolazione è passata dai 23.552 del 2012 ai 24.956 del 1° gennaio 2018. Curiosamente anche a Mariano si va verso il cambio di amministrazione tra poche settimane.
Si tratta soltanto di due dei 163 comuni oggetto dell’analisi presentata ieri pomeriggio a Confcooperative Insubria nell’ambito dell’incontro “Una cosa che sappiamo del futuro. Scenari demografici e macro-trasformazioni tra locale e globale” che ha visto gli interventi di Patrizia Farina, docente associata di Demografia all’Università Bicocca di Milano, e di Beppe Livio, sociologo e formatore.
«Con gli strumenti della demografia – spiegano gli organizzatori dell’evento inserito nel Forum Terzo Settore Como – gettiamo uno sguardo sul futuro per anticiparci qualche tratto del mondo che verrà e non farci trovare (troppo) impreparati».
Tornando alle tabelle, si scopre come lo spopolamento della Valle Intelvi non sia più d’attualità. Infatti nei primi 10 comuni per crescita di popolazione si trovano Castiglione Intelvi (2° posto con +14,6% da 1.062 a 1.217), Casasco Intelvi (4° da 418 a 475) e Dizzasco (7° da 562 a 622).
Casasco e Castiglione, con San Fedele proprio dal 1° gennaio 2018 si sono fusi nel nuovo comune di Centro Valle Intelvi. Cresce la fascia di confine con la Svizzera, merito probabilmente dei frontalieri, che dal 2012 al 2018 sono saliti di migliaia di unità.
Al terzo posto della classifica per incremento troviamo Rodero con il 14,2% da 1.209 a 1.381, in quinta posizione Faloppio salito di oltre il 10% da 4.277 a 4.744 e in sesta Uggiate Trevano da 4.462 a 4.946.
La top ten viene completata da Montano Lucino, da 4.783 a 5.240, Mozzate (9°) da 8.237 residenti a 8.971, e Lomazzo, salito da 9.191 a 9.929 residenti.
Como, il capoluogo, veleggia ben prima della metà classifica, è 67° con un incremento comunque positivo dell’1,5%. I residenti in sei anni sono cresciuti di 1.196 anime, passati da 82.124 a 83.320, con un’esplosione degli stranieri, che ora pesano il 14,2%. Stabile anche Olgiate (1,8%) a 11.633, mentre tra le città si registra il calo di Erba (-0,8%).
L’ago della bilancia è rappresentato da Plesio, 99°, stabile in sei anni sugli 840 residenti. Nella parte bassa della classifica ecco i centri che hanno subìto particolare spopolamento. Si tratta di paesi rivieraschi pur ricchi di charme e attrattività turistica, come Brienno (162°) sceso del 16,7% da 402 a 335 residenti, o Sala Comacina (159°) passata da 614 a 538. Fanalino di coda è un paese montano del triangolo lariano, Veleso, che nel 2012 contava 269 residenti scesi a 219 (-18,6%). Condizioni di vita e collegamenti viabilistici non sempre semplici per i centri dei monti lariani e del Ceresio che hanno condizionato la demografica anche degli altri paesi in fondo alla classifica. È calata infatti la popolazione di Cavargna (-13,8%), di Montemezzo (-13%), di Garzeno (-11%), di Ponna (-10,8%), di San Nazzaro Val Cavargna (-10,7%) e Livo (-10%).
Ben prima della crisi del Casinò era scesa pure la popolazione a Campione d’Italia (-8,6%).

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