Cronaca

Dirigenti della Provincia: mezzo milione di euro per i premi di produzione

altIl caso I 340 impiegati riceveranno invece una gratifica 170 volte inferiore
A ciascuno di loro andranno in media 42mila euro
Enti inutili, enti moribondi, enti in via d’estinzione. Le Province sono tutto fuorché organismi in buona salute. Ma intanto, distribuiscono vagonate di euro ai propri dirigenti. In forza di un contratto collettivo ovviamente da rispettare, ma apertamente contraddittorio se si pensa alle annunciate, persino gridate (e sin qui tuttora inattuate) proposte di riforma.

Partiamo con i fatti. Venerdì scorso, 2 maggio, il commissario straordinario Leonardo Carioni ha firmato la delibera numero 72 con la quale autorizza il segretario generale di Villa Saporiti, Luigi Burti, a sottoscrivere il contratto integrativo decentrato per il 2013 del personale dirigente.
Un contratto che le parti avevano già abbozzato alla fine di dicembre ipotizzando una spesa finale di 502mila euro.
Di questo mezzo milione, i 4/5 (399.455,30 euro) sono la cosiddetta «retribuzione di posizione», ovvero la parte non variabile del contratto. Gli altri 103mila euro e spiccioli costituiscono invece la retribuzione di risultato, ovvero il premio di produzione.
I dirigenti della Provincia oggi in servizio sono 12, due dei quali assunti con un contratto a tempo determinato e uno distaccato in Regione. Mediamente, ciascuno di loro potrà fare affidamento su una integrazione salariale di quasi 42mila euro lordi.
Un premio, va ripetuto, previsto dal contratto collettivo applicato alla fascia direttiva delle Province e quindi legittimamente richiesto e altrettanto legittimamente assegnato. Non si discute la correttezza delle procedure. Quanto piuttosto, l’opportunità. Proprio ieri infatti, sempre in Provincia, il sindacato della funzione pubblica ha siglato l’accordo sul premio di produzione dei 340 dipendenti rimasti nell’organico di Villa Saporiti.
Complessivamente, gli impiegati della Provincia si spartiranno una torta di circa 84mila euro. Ciascuno di loro, in media, potrà contare su una gratifica in busta paga di 247 euro lordi, un premio 170 volte inferiore a quello medio dei dirigenti.
«Questa cosa grida vendetta – commenta Matteo Mandressi, segretario della Cgil Fp di Como – Posso definirla semplicemente inaccettabile. I dipendenti, in continuo calo per gli obblighi derivanti dalla impossibilità del turnover, hanno i salari bloccati da anni. Le dinamiche sperequative sono assolute e non più giustificabili».
Felicia Tarulli, segretaria della Cisl Fp di Como, parla di un «clima di completo abbandono, triste. Dopo anni di battaglie ci siamo resi conto che il destino segnato di questi enti ha accentuato il declino delle strutture, sulle quali nessuno ha voluto veramente investire».
Una situazione davvero paradossale. Mentre a Roma si discute su come cancellare dalla carta geopolitica della nazione le vecchie amministrazioni provinciali, in periferia proseguono le stipule di contratti integrativi e la concessione di premi di produzione. Nel rispetto della legge, come detto, ma anche in aperta contraddizione con annunci, proclami e indicazioni politiche. Una mano cancella, l’altra elargisce alla grande.

Da. C.

Nella foto:
Le due sedi principali della Provincia di Como: Villa Saporiti (sopra) e Villa Gallia. Attualmente, nell’ente di via Borgovico lavorano circa 340 dipendenti e soltanto 12 dirigenti, uno dei quali distaccato in Regione
6 Maggio 2014

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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