Dirigenti e mobilità cittadina, lo “strappo” di Forza Italia

Palazzo Cernezzi

Sessanta giorni insieme. Ed è già Aventino. Forza Italia ieri non ha partecipato ai lavori della giunta di Como. I due assessori nominati soltanto alla fine di luglio – Pierangelo Gervasoni e Livia Cioffi – non hanno così votato la delibera di riassetto del settore dirigenziale; una delibera contestatissima che potrebbe, ora, trasformare un semplice dissenso in una vera e propria crisi politica.
Nel merito, Forza Italia – e in particolare proprio l’assessore Gervasoni – contesta lo spacchettamento del settore mobilità proposto da Elena Negretti ai colleghi di giunta. Al nuovo dirigente del settore Strade e Reti, Ciro di Bartolo, l’esecutivo ha assegnato anche la mobilità ordinaria. mentre al dirigente della Pianificazione urbanistica, Giuseppe Ruffo, rimane la mobilità generale.
Una scelta forse condizionata anche da quanto accaduto nelle ultime settimane, con il caos viabilistico scatenato da cantieri aperti sulle grandi direttrici di collegamento e la città piegata dalle code e dal traffico impazzito. Si potrebbe dire, senza paura di essere smentiti, che le strisce pedonali sulla tangenziale e la fibra ottica in viale Roosevelt, oltre a distruggere la pazienza degli automobilisti e dei residenti, ha pure messo in crisi l’organizzazione interna di Palazzo Cernezzi. Il rimedio, individuato dall’assessore Negretti, non è però piaciuto al collega Gervasoni, facendo così letteralmente esplodere giunta e maggioranza.
Ieri sera, ma la notizia non ha trovato conferma ufficiale, il capogruppo in consiglio di Forza Italia, Enrico Cenetiempo, ha convocato con urgenza la riunione dei cinque eletti azzurri. Sicuramente non per bere un bicchiere di vino in allegria.
È difficile capire quali possano essere le conseguenze della decisione di disertare l’esecutivo. Logica vorrebbe che lo strappo non fosse definitivo, anche perché in pochi capirebbero il motivo per cui si rientra dopo un anno in giunta per poi andarsene nel giro di due mesi.
È anche vero, però, che la politica riserva spesso molte più sorprese di quanto sia possibile anche soltanto immaginare. Certo, se gli azzurri scegliessero di abbandonare la maggioranza un’altra volta, il destino del sindaco Mario Landriscina sarebbe segnato. Anzi, a quel punto sarebbe probabilmente proprio lo stesso primo cittadino a mettere fine anticipatamente a un’esperienza vissuta sempre sul filo del rasoio.
«È chiaro che dopo quanto successo a Gervasoni, il quale ha dovuto fare da parafulmine per tutti, Forza Italia non può accettare questo smacco – dice l’ex assessore Bruno Magatti, riferendosi al rimescolamento degli incarichi dirigenziali – Noto che il sindaco si defila e non dice una sola parola. E che il centrodestra è spaccato su molte questioni, a partire dalla mozione su San Francesco che la Lega porta avanti a testate. Vedremo».
Mozione che, discussa mercoledì sera in consiglio comunale, sarà con ogni probabilità votata il prossimo 12 ottobre. L’esito è scontato, stando almeno al dibattito. Ma chissà se per quella sera ci sarà ancora una maggioranza a Palazzo Cernezzi.

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