Domani la prima giornata nazionale dei camici bianchi

L'appello è stato sottoscritto da settanta medici comaschi

Una giornata per onorare l’impegno quotidiano dei camici bianchi durante l’emergenza sanitaria. Si celebrerà domani la prima “Giornata Nazionale del Personale Sanitario, Sociosanitario, Socioassistenziale e del Volontariato” istituita lo scorso novembre.

A lanciare inizialmente la proposta di istituirla sono stati il regista  Ferzan Ozpetek e il musicista Mogol che, in sinergia con la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici e Odontoiatri), hanno poi avviato una petizione e rivolto un appello al  Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alle più alte cariche dello Stato.

«Il 20 febbraio dovrà diventare negli anni una giornata della memoria – ha detto Gianluigi Spata, presidente della Federazione Regionale Lombarda degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri e presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Como – soprattutto per le nuove generazioni che non dovranno scordare quello che è successo, quel che abbiamo vissuto e stiamo vivendo in questo periodo, in particolar modo i tanti, troppi operatori della sanità che hanno perso la propria vita per cercare di salvare quella degli altri».

« Dobbiamo tenere vivo il ricordo delle storie di centinaia di medici, infermieri e operatori socio-sanitari che hanno salvato vite in un’emergenza pandemica senza precedenti – ha aggiunto Spata – che hanno lavorato con grande dedizione e si sono completamente spesi per gli altri. Persone che non si possono e non si devono dimenticare quando questa emergenza sarà finita».
Domani alle 10 le cerimonie ufficiali (una da Codogno, dove il 20 febbraio fu identificato il paziente 1) saranno trasmesse sul sito della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici e Odontoiatri.

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