Due milioni di persone “borderline”. Ma lo Stato incassa 8 miliardi all’anno

alt I numeri di un fenomeno preoccupante

«Sono anni che non sento parlare dell’apertura di un Casinò, ma in tutte le strade di Milano, sotto mentite spoglie, ne vedo tanti piccoli». È bastata una battuta, al vicepresidente della Lombardia, Mario Mantovani, per far capire quale sia, oggi, il vero problema alla base della ludopatia: la moltiplicazione delle fonti di gioco, disseminate quasi ovunque nei bar e nei locali pubblici, in città così come in periferia.
I numeri, peraltro, dettagliano in maniera inequivocabile le considerazioni

di Mantovani. Nel 2011, infatti, i proventi dal gioco d’azzardo incassati dallo Stato italiano sono ammontati a 8 miliardi di euro. Sono stati invece 6 i miliardi spesi per i costi sociali legati alle ludopatie di cui soffrirebbero, secondo gli ultimi dati disponibili, 800mila giocatori patologici in Italia.
Uno spaccato del gioco in Italia è stato presentato ieri – ai margini della conferenza stampa organizzata dal Casinò di Campione – da Luciano Moia, giornalista di Avvenire e autore di una lunga inchiesta pubblicata a puntate sul quotidiano della Chiesa: “Bisca Italia”. Oltre ai giocatori considerati patologici, ha spiegato Moia, ci sono nel nostro Paese almeno 2 milioni di giocatori borderline, non ancora considerati compulsivi ma sul punto di diventarlo. Il fatto è che il gioco d’azzardo patologico, quello contro cui vuole lottare il progetto Save the Game, oltre a essere diventato una emergenza sanitaria rappresenta anche un problema nell’ambito economico-produttivo.
«In un anno infatti – ha detto Moia illustrando il suo lavoro – in Italia viene perso l’equivalente di 69 milioni di euro in ore di lavoro, considerando la somma delle ore spese alle slot e ai tavoli da gioco dai giocatori patologici e borderline. Le ore lavorative perse rappresentano per lo Stato un disavanzo di 4,8 miliardi di euro che, sommati ai costi sociali, danno una spesa di 10 miliardi. «Si può affermare, quindi – ha aggiunto il giornalista di Avvenire – che quello che sembra un affare per lo Stato in realtà si rivela come un disvalore, una perdita secca finanziaria di 2 miliardi di euro, una cifra enorme su cui riflettere attentamente».

Nella foto:
Secondo gli ultimi dati disponibili, sono 800mila i giocatori patologici in Italia, 2 milioni invece i cosiddetti “borderline”

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.