Dura nota della proprietà: «Nulla di concreto»

La reazione del club
Il legale del team rossoblù: imprenditori «per ora sconosciuti»
All’avvocato della società, Mattia Grassani, non è risultata particolarmente gradita la conferenza stampa del portavoce della cordata che vorrebbe il Bologna, Piero Montaquila. Tanto che, per conto della società, il legale ha diffuso una nota durissima (senza citare mai Bruni) che sembra rendere davvero complicato un possibile accordo tra le parti in causa.
Ecco, dunque, la versione della società. «Verso la fine del mese di giugno 2014 – si legge nella nota – in ossequio al mandato conferitogli dal Bologna per la gestione delle trattative riguardanti la cessione del pacchetto azionario di maggioranza del club, l’avvocato Grassani ha ricevuto presso il suo studio un gruppo di persone facenti capo al signor Piero Montaquila. In detta occasione, gli imprenditori che si sono presentati sono stati Paolo Di Stanislao, ex presidente del Lanciano Calcio e del Casale Calcio, e Said Ansary Firouz, portavoce di Shahrdad Golban, anglo-iraniano».
«Nel corso del suddetto confronto – prosegue l’avvocato – i predetti furono informati dall’avvocato Grassani delle condizioni economico-finanziarie del Bologna e delle modalità precedentemente stabilite dalla proprietà per l’effettuazione di adeguata “due diligence” e per la presentazione di eventuali offerte per l’acquisizione delle azioni della società calcistica. Concluso tale incontro, a tutt’oggi non è stata comunicata né all’avvocato Grassani né alla proprietà alcuna accettazione del prezzo di trasferimento delle azioni richiesto, nemmeno sotto forma di controproposta, così come nessuna fidejussione è stata predisposta dal gruppo interessato all’acquisto del club».
Passaggi di piombo a cui fa seguito la rivelazione di una seconda fase della trattativa.
«All’inizio di luglio 2014, l’avvocato Grassani è stato raggiunto da una telefonata del signor Paolo di Stanislao, con il quale si accompagnava il signor Piero Montaquila, nel corso della quale l’ex presidente di Lanciano e Casale confermava la solidità finanziaria del signor Shahrdad Golban e del gruppo interessato all’operazione e dichiarava che avrebbe fatto pervenire idonea documentazione presso lo studio del legale bolognese. Nei giorni successivi è stato effettivamente recapitato presso lo studio dell’avvocato Grassani un plico contenente documenti, differenti però da quelli richiesti e non idonei a soddisfare i requisiti stabiliti. Tali documenti sono stati comunque immediatamente trasmessi alla società rossoblù. A oggi, né il signor Golban, né altri interlocutori hanno adempiuto alle condizioni poste dal Bologna. In ogni caso nessuna delle condizioni alla base della trattativa, tra cui la conoscenza della società o delle persone intenzionate all’acquisto del Bologna, così come la dimostrazione delle effettive partecipazioni azionarie e la messa a disposizione dei bilanci dell’ultimo biennio, sono state portate a conoscenza dell’avvocato Mattia Grassani o del club rossoblù». Secca la conclusione sugli imprenditori della cordata: «Allo stato, risultano sconosciuti, perché mai individuati e presentati all’avvocato Grassani o alla proprietà del club, se si eccettuano Paolo Di Stanislao e Shahrdad Golban. Mentre la notizia che sarebbero “pronti” e “depositati presso un istituto di credito bolognese” circa 15 milioni di euro, è informazione che si apprende solo oggi (l’altro ieri, ndr).

Nella foto:
L’avvocato Mattia Grassani che tutela il club rossoblù

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