Economia e finanza, siamo poco educati
di Giorgio Civati, Opinioni & Commenti

Economia e finanza, siamo poco educati

di Giorgio Civati

Vi mettereste al volante di un’auto senza saperla guidare? Vi buttereste in piscina o in mare senza saper nuotare? Probabilmente no, quasi sicuramente no. Eppure, al di là di esempi piuttosto esagerati come questi, molti di noi compiono quotidianamente azioni altrettanto avventate. In tema di soldi, investimenti, economia e finanza. E non è una esagerazione parlare di economia e finanza anche per le persone qualunque, perché anche loro, anche noi, siamo alle prese con scelte magari banali (il mutuo per la casa, la forma d’investimento di pochi o tanti risparmi, la scelta o meno di una pensione integrativa) che sono, appunto, economia e finanza. Argomenti da affrontare con cautela, con un minimo di conoscenza e una buona dose di dubbio per evitare fregature e danni.

Anche senza essere milionari, un po’ di informazione dunque servirebbe a tutti. Se ne è parlato in tutta Italia e anche a Como proprio in questi giorni: quella che si chiude oggi è infatti la settimana dell’educazione economica e finanziaria, iniziativa giunta alla sua seconda edizione per volere del ministero dell’Economia e della Finanza e della Consob, la società che regola e gestisce la Borsa, e proprio sul Lario una serie di incontri e appuntamenti dovrebbe avere stimolato interesse. Dovrebbe, però, forse, magari, chissà: ci vediamo lontani dal problema, o magari crediamo che le chiacchiere da bar siano sufficienti a farci capire il necessario, o ancora che il bancario o il consulente siano abbastanza affidabili. E invece non è proprio così, non è sempre così. Informarsi, dubitare, chiedere e approfondire sono le “parole d’ordine” che spesso dimentichiamo.

È anche vero che veniamo da decenni di incoscienza, magari fortunata. Anni in cui nessuno pensava potesse fallire una banca; nessuno ipotizzava che una obbligazione, magari di una società famosa, in realtà fosse un prestito a quella stessa azienda che poteva anche dichiarare insolvenza; pochi sapevano che più è alto il rendimento di un investimento e più elevato è anche il rischio.

Elsa Fornero – potrà piacere oppure no per la riforma delle pensioni varata col governo Monti nel 2012 ma, come economista, è una che ne capisce – a Como lunedì sera ha ricordato che esistono fasi nella vita in cui rischiare di più e altre che richiedono prudenza. Ecco, acquistare azioni di Banca Etruria alla soglia della vecchiaia, magari impegnandoci tutta la liquidazione, è un’operazione accorta? Colpa di bancari e consulenti, certo, ma anche di chi si è fatto convincere. Per poca conoscenza, probabilmente, e quindi si torna all’inizio: anche sui soldi, pochi o tanti che siano, per gli investimenti o i debiti, per tutti noi, capirci qualcosa è fondamentale. Che riguarda il benessere dell’individuo e della famiglia, oggi e soprattutto domani. Con risvolti anche politici, perché reddito di cittadinanza e pensioni altro non sono che un modo per gestire i soldi. Dello Stato, che però alla fine sono sempre i nostri.

12 Ott 2018

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