Economia lariana, “traiettoria interrotta” dall’emergenza Coronavirus

Como, turismo, turisti, Navigazione Laghi

Una «traiettoria interrotta». La metafora scelta per la 18^ Giornata dell’Economia organizzata dalla Camera di Commercio sintetizza in maniera efficace la situazione del tutto inedita che si è venuta a creare con l’emergenza Coronavirus. Una traiettoria che, di colpo, si è fermata. Dopo essere finita contro un muro di cemento armato. Perché questo è stato – ed è ancora, almeno in parte – il Covid-19. Una barriera quasi invalicabile.
«Le aziende lariane avevano appena archiviato un anno tutto sommato positivo – ha detto nella sua introduzione il presidente della Camera di Commercio, Marco Galimberti – soprattutto quelle del comparto turistico, che nel 2019 avevano toccato il loro “picco massimo”». Le speranze di una crescita ulteriore, sostenute da fondamentali tutto sommato positivi, si sono schiantate contro la pandemia.
Il saldo della bilancia commerciale, ad esempio, lo scorso anno si era chiuso con un attivo di 4,6 miliardi di euro e una crescita del 2,8% (contro il -6,6% della media lombarda, pure negativa nei valori assoluti per oltre 7 miliardi). La disoccupazione era in calo (a Como dal 7,3% al 6,4%, a Lecco dal 5,6% al 5,3%) mentre il tasso di occupazione aveva fatto segnare un’ulteriore crescita (a Como dal 66,7% al 67,2%, a Lecco dal 68% al 68,9%).
Altri dati interessanti emersi nel 2019 erano stati il calo dei fallimenti e dei protesti, il graduale rafforzamento delle forme di impresa più strutturate (le società di capitale sono cresciute dell’1,9%) e l’aumento (seppure molto contenuto) del numero delle aziende (+0,2% nella provincia di Como).
«Tutto è cambiato drasticamente con l’emergenza Covid-19. Il lockdown ha comportato un immediato, forte rallentamento dell’economia lariana già nel 1° trimestre 2020 – ha detto ancora Galimberti – e purtroppo ci attendiamo dati molto negativi anche nel secondo. Produzione, ordini e fatturato dell’industria comasca registrano riduzioni intorno ai 10 punti percentuali; quella lecchese evidenzia un calo della produzione di oltre il 4%, mentre ordini e fatturato scendono di 5 punti percentuali. I valori dell’artigianato sono sulla stessa falsariga: in entrambe le province sono tutti compresi nella forbice tra -9% e -11%. In diminuzione il valore aggiunto di commercio (Como -8% e Lecco -5,5%) e servizi (rispettivamente -7% e -15%). Per ora sembra tenere l’occupazione, anche grazie alle scelte del governo sul divieto di licenziamento, ma è esplosa la cassa integrazione in deroga»: 6,6 milioni di ore concesse in soli due mesi a 7.900 imprese in totale nelle due province lariane. «La resilienza del tessuto economico lariano era già stata testata con successo nel corso della lunga crisi partita a fine 2008 – ha aggiunto Galimberti – ma questa è un’emergenza diversa, causata da uno shock ancora più violento della domanda e dell’offerta e, soprattutto, da un impatto asimmetrico: alcuni settori si sono completamente fermati, come ad esempio il turismo, altri hanno lavorato a pieno ritmo: si pensi al farmaceutico o alla filiera legata ad alcuni comparti dell’alimentare».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.