Equilibrio e onestà intellettuale

opinioni e commenti di nini binda

di Nini Binda

La Città dei Balocchi: con onestà intellettuale ed equilibrio, dobbiamo evidenziare le molte luci sfavillanti della manifestazione, ma anche i pesanti coni d’ombra di 6 settimane in cui la città ha dovuto pagare lo scotto di una kermesse così impattante sulla sua cittadinanza. Sulla base della mia lunga vita manageriale e da ex assessore alla mobilità, metterei come primo punto di questa mia riflessione il concetto di turismo moderno. Il turismo moderno e redditizio, non quello mordi e fuggi che male s’inserisce nella configurazione orografica della nostra città, ha bisogno di manager specializzati, architetti, ingegneri, storici dell’arte, così da far vivere i centri storici. Il turismo moderno ha bisogno di poter tornare ad alzare gli occhi sulla cupola di Juvarra e sul campanile di Sant’Abbondio. Andrea Grisdale, imprenditrice turistica di Bellagio, dice che l’eccesso di gente in luoghi turistici come quelli della nostra città fanno scappare i turisti top level, che evitano accuratamente affollamenti (che, tra l’altro, il nostro territorio non può reggere). La Città dei Balocchi – ha contato 26 edizioni – dura 6 settimane e si svolge in un periodo in cui la gente è presa per i regali, ci sono le vacanze di Natale, le scuole sono chiuse e anche la gente e i negozianti vogliono vivere. Un aut-aut è impensabile e sarebbe ingiusto, ma un ridimensionamento andrebbe messo in conto. Ci vuole dunque più coraggio da parte dell’amministrazione comunale nel far fronte al problema che vede i cittadini comaschi imprigionati nella Città dei Balocchi. Senza i residenti la città muore e nessuna manifestazione natalizia potrà poi riportarla in vita. E allora, occorre investire in un turismo di qualità, ma con una nuova mentalità. Non solo alberghi e ristoranti: inserire cultura, spettacoli e logistica, senza improvvisazioni. Prima ce ne rendiamo conto, meglio è. E che la politica impari a rischiare, Como è toppo propensa a oscillare tra pressapochismi e autolesionismi, chi governa deve avere più coraggio di osare. Traffico e mobilità sono dossier impegnativi, soprattutto a Como con la sua configurazione territoriale, dotarsi di un assessorato e di una squadra di persone competenti che propongono incontri e sostengano con coerenza una linea politica chiara è di vitale importanza. Non esiste una soluzione che non scontenti nessuno, ma è possibile cercare quella che generi un consenso il più ampio possibile. Un obiettivo che non si raggiunge due settimane prima che inizi la manifestazione. Purtroppo da troppo tempo sul tema viabilità si vive alla giornata e si sottovalutano temi come innovazione, clima, lavoro e formazione. Sappiamo tutti che non è facile, ma non per questo possiamo gettare la spugna e restare in silenzio. Le categorie che più mi preoccupano oggi sono due: i neutrali e i mormoranti. I primi non prendono posizione, i secondi stanno zitti e poi giudicano, criticano ma non fanno. Il male non è solamente di chi lo commette, ma anche di chi lo sta a guardare, di chi delega e di chi è indifferente. Su questo aspetto, a Como, in molti dovrebbero battersi il petto. La Città dei Balocchi è una manifestazione importante e ora, finalmente, si è evidenziato un concetto: serve un’analisi accurata affinché vi sia un miglioramento per l’intera città e non soltanto per chi è coinvolto nella sua organizzazione, gestione e nella rendicontazione economica.

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