Esce l’opera omnia di Tonino Guerra: il ricordo dei poeti comaschi
Cultura e spettacoli

Esce l’opera omnia di Tonino Guerra: il ricordo dei poeti comaschi

 

Una raccolta ricca di prosa e poesia che in oltre 2800 pagine rende a pieno la voce di un grande autore del Novecento. Bompiani pubblica in un bel confanetto in due volumi indivisibili al prezzo di 95 euro e con il titolo L’infanzia del mondo l’opera omnia di Tonino Guerra, a cura di Luca Cesari. Un’operazione che restituisce al poeta e sceneggiatore il ruolo che gli spetta nella cultura europea.  Tonino Guerra è poeta, scrittore e sceneggiatore. In questa raccolta si scoprono le sue anime più disparate: ci sono fiabe, teatro, poesie e racconti di viaggio, in una lingua che è anche musica, intrisa della forza poetica del dialetto romagnolo. Una raccolta che porta in primo piano un autore che ha attraversato con le sue opere tutto il Novecento.

Guerra (1920-2012) è nato a Santarcangelo di Romagna il 16 marzo 1920. È stato sceneggiatore di oltre novanta film tra cui Matrimonio all’italiana (Vittorio De Sica), Blow up (Antonioni), Zabriskie Point (Antonioni), Amarcord (Fellini), Nostalghia (Andrej Tarkovskij). Ha vinto tre volte il David di Donatello per la migliore sceneggiatura (1981, 1984, 1985) e lavorato con i più grandi registi del Novecento. Per Bompiani sono usciti La valle del Kamasutra, in occasione dei novant’anni dello scrittore, e Polvere di sole.

Ci sono due comaschi, essi pure poeti, che hanno conosciuto Guerra e ne hanno tratto ispirazione per la propria esperienza poetica. Vito Trombetta ricorda la poesia più celebre di Tonino, che l’ha fatto innamorare, ossia La farfalla: “Contento, proprio contento / sono stato molte volte nella vita / ma più di tutte quando / mi hanno liberato in Germania / che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla”. Versi azzeccatissimi, che rimangono dentro dice Vito. Che ha tutti i libri di Tonino, molti con dediche autografe. “Il 19 giugno 2003 ho concluso il mio tour a piedi sulle tracce di Guerra – ricorda il poeta lariano – Era l’estate celebre per il suo caldo pazzesco, per fare tuto l’itinerario sui luoghi di Guerra ci ho messo una settimana, e lala fine sono andato a casa sue e l’ho incontrato”. La passione per i suoi versi la devo all’inserto culturale Tuttolibri della Stampa di Torino, dove avevo letto alcune sue cose in versi che come quelle di Franco Loi, mio fraterno amico, mi avevano colpito per la capacità di dire molto con poco, di essere solo apparentemente semplici ma in realtà capaci di andare molto in profondità nella verità delle cose. Per me, è un altro Ungaretti e la letteratura del novecento lo deve considerare suo pari”.

“Ho conosciuto Tonino Guerra tramite un libro per me iniziatico  – ricorda poi Mauro Fogliaresi, Il polverone, poi una sua poesia che è “la poesia contro ogni “muro” o “intolleranza”, La farfalla, cara anche al mio amico Vito Trombetta. A Pennabilli l’amico Vito è andato a trovarlo e dalla sua testimonianza si è perpetuata la mia passione per Guerra… E mi rimarrà sempre dentro la magia poetica della sua favola per il terzo millennio, L’aquilone scritto a quattro mani con Michelangelo Antonioni.  Una favola nata dalle desertiche pianure assolate dell’Uzbekistan e mai divenuta film”.

 

12 ottobre 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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