Esplosione in azienda a Bulgarograsso, chiuse le indagini

L'esplosione di Bulgarograsso

A due anni di distanza dalla impressionante esplosione che aveva sconvolto l’Ecosfera di Bulgarograsso, con nove operai che rimasero feriti da ustioni, inalazione di fumi e contusioni varie, la Procura di Como ha chiuso le indagini iscrivendo tre nomi sul registro degli indagati. Le accuse ipotizzate dal pubblico ministero Simone Pizzotti, che ha potuto contare sul lavoro di un consulente e del nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri di Como, parlano a vario titolo di lesioni colpose (le prognosi andarono dai 10 ai 90 giorni a seconda degli operai) e della violazione di norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Ora la difesa avrà tre settimane di tempo per convincere la Procura dell’innocenza degli indagati. Solo in seguito il pm valuterà come muoversi e se chiedere o meno il processo. La vicenda risale al 7 febbraio del 2018. Nel primo pomeriggio, un fortissimo boato udito a chilometri di distanza aveva sconvolto la quotidianità dell’azienda che si occupa di solventi e rifiuti speciali. Tutta l’area della Ecosfera, a eccezione degli uffici, era stata messa sotto sequestro e la Procura aveva disposto gli accertamenti tecnici urgenti per ricostruire i motivi che portarono all’esplosione. Il boato, al quale era seguito un incendio, aveva distrutto un serbatoio, scagliandone i pezzi nel vicino campo di golf di Monticello.

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