Estate d’arte in Valle Intelvi

altFenomeni. Tante occasioni espositive e laboratori perpetuano la tradizione di un territorio che vede nella creatività un segno identitario
Che la Valle Intelvi sia fucina di artisti è storicamente accertato da secoli ed è un orgoglio non solo locale, visto che i Magistri Cumacini si sono irradiati in varie parti d’Europa con le loro maestranze (pittori e stuccatori in primis). Significativo è però che la valle tuttora perpetui tale tradizione, specie nei mesi estivi quando è meta di tanti villeggianti in cerca di frescura e in fuga dall’afa, che trovano spesso occasioni per visitare mostre e laboratori.
Ne segnaliamo alcune

. Una apre oggi alle 18.30 nell’ex Chiesa Valdese di San Fedele Intelvi, s’intitola “Oltre la terra” ed è una personale della scultrice milanese Lorenza Morandotti, lanzese di adozione, presentata da un testo critico di Cristina Rossi. Fino al 24 agosto sarà, la sua, una festa all’insegna dell’argilla, una materia dall’ampia portata metaforica che l’artista rilegge in una chiave spirituale che è però fedele al senso delle radici, all’energia intrinsecamente contenuta dagli elementi primari come è appunto la terra (Lorenza ha collaborato alla stesura del libro L’argilla condivisa di Daniel de Montmollin della comunità di Taizé). Un legame con la terra che la mostra ribadisce nei fatti con opere realizzate partendo da argille della stessa Valle Intelvi. E c’è anche, nel giorno delle stelle cadenti, una scultura intitolata Omaggio a San Lorenzo, realizzata con un involontario “effetto graticola” durante la fase di cottura. Sempre oggi all’inaugurazione parteciperà Lorenzo Morandotti, scrittore e giornalista del “Corriere di Como”, omonimo ma non parente, che presenterà il libro Anime in viaggio, taccuino scritto dall’artista dopo un viaggio nel deserto dove ha installato alcune opere. L’evento è promosso dall’associazione OrtiCultura.
È invece in corso a Lanzo, a Villa Turconi in via Novi, fino a Ferragosto la mostra “Il gioco della decorazione tra poesia e colore” di Conni Pistillo Picca e Patrizia Nava Sacchi, che esplorano il tema della decorazione che il poeta dei Fiori del Male, Charles Baudelaire, identificava con la femminilità. E, non a caso, sono altre due artiste milanesi a interpretare con la loro sensibilità quest’arte considerata minore e che intellettuali come Adolf Loos e Le Corbusier associavano a una forma di primitivismo. In realtà, tra l’800 e ’900, come ci ricorda la storica d’arte Giuliana Altea, che all’argomento ha dedicato un importante libro, Il fantasma del decorativo, la decorazione appariva già come un antidoto al realismo, un’espressione che non si limita a raccontare e a descrivere il mondo. La tecnica di Conni Pistillo Picca, ormai lanzese d’adozione, si avvale dell’uso delle foglie d’oro, d’argento, di rame, colore e lacche. Altrettanto votata alla sperimentazione di tecniche espressive tra le più varie è con le sue opere Patrizia Nava Sacchi.
Da segnalare poi che è giunto alla trentanovesima edizione e terrà banco il 12 e 13 agosto con laboratori e concerti, mercatini e punti gastronomici il concorso di pittura, scultura e poesia “Vicolo Poldo” di Schignano, nella pittoresca frazione di Retegno, promosso dalla Biblioteca e dal Comune. Il caratteristico borgo intelvese offre una suggestiva esposizione di opere artistiche oltre alla realizzazione di performance all’interno del caratteristico vicolo.
C’è poi un’occasione in più per salutare come ogni estate il ritorno in valle del pittore milanese ma comasco di adozione Sergio Orlando che espone nel suo “Studio d’arte” di Lanzo in piazza Garibaldi 10. È l’uscita del suo catalogo per i tipi di Giorgio Mondadori, un ricco volume che permette di ripercorrere l’ampia storia pittorica del maestro che tra gli estimatori ha avuto scrittori illustri. Erede autentico per stirpe e vocazione dei Magistri Cumacini, nel segno dell’essenzialità Orlando sa interrogare il “genius loci” (in un lembo di lago, in un paesaggio intelvese con rustici e cascine e anche in una natura morta). E nel farlo ha sempre l’obiettivo di sondare “l’anima delle cose”, come notò lo scrittore Guido Piovene.

Nella foto:
In alto, una delle “Anime” di Lorenza Morandotti. A sinistra, un dipinto di Sergio Orlando. Sopra, un “Cavallino” di Conni Pistillo Picca esposto a Lanzo

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