Estorsione e spaccio di droga: l’arrestato sceglie la via del silenzio

I carabinieri a Lurate Caccivio

Il primo, un 37enne di Lurate Caccivio accusato di spaccio e estorsione, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il secondo, 23 anni dello stesso paese cui viene contestato solo il reato legato agli stupefacenti, avrebbe invece parlato ammettendo in sostanza le proprie responsabilità.

Si è svolto l’interrogatorio – di fronte al giudice delle indagini preliminari di Como – dei due arrestati in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere giunta al termine di una indagine dei carabinieri di Lurate Caccivio. Nelle carte era finito pure un incidente stradale, in cui la parte lesa – un 38enne di Veniano – era stato urtato da un altro automobilista. Quest’ultimo era poi stato condotto in carcere, ma per altre faccende che nulla avevano a che vedere con quel tamponamento. L’episodio era stato però l’input per una serie di richieste di denaro a scopo estorsivo, fatte non da uno dei due protagonisti dell’incidente, bensì da una terza persona – il 37enne di Lurate Caccivio – che, fingendosi intermediario dell’arrestato, chiedeva alla vittima dell’incidente somme di denaro per provvedere al pagamento delle spese legali successive alla detenzione.

Il resto dell’indagine aveva invece fatto riferimento ad una importante attività di spaccio di sostanze stupefacenti che andava in scena nell’area sempre di Lurate Caccivio, tra la casa del 37enne e i boschi della zona conosciuta come “Castello”.

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