Europa ambigua tra moralismo e razzismo

La responsabilità dei fatti di Lampedusa

Le ultime immagini del campo di accoglienza di Lampedusa fanno rabbrividire, ma la colpa è veramente dei soli operatori che troppo disinvoltamente hanno operato come hanno potuto con i mezzi in loro possesso? Non è forse più colpevole chi loro sovrasta in termini decisionali, perché quegli operatori altro non sono che il braccio operante in un Paese pieno di contraddizioni su questo problema, come potere decisionale e governativo, che per troppo tempo ha preso o non preso decisioni per arginare il problema?
Perché chi, come il Commissario Malstrom, invece di tuonare tremende ripercussioni sul nostro Paese non apre la porta di casa sua e accoglie almeno uno di questi disperati? Ipocrisia? Falsità?
L’Europa, così contraddittoria nella sua morale, sarebbe pronta a un’invasione di questi disperati da tenere nei vari Paesi che la compongono? Come reagirebbero i cittadini di quei Paesi?
Il moralismo, quello che rende le persone perbene e ne dà un’anima candida, è spesso peggio del razzismo; ci si assurge a uomo migliore, moralmente migliore. Il moralismo è anch’esso una manifestazione di razzismo, un atteggiamento di discriminazione verso le debolezze e gli animi peccatori dell’uomo, un atteggiamento che crea una differenziazione che tanto fa moda nei ben pensanti e puri di cuore, tanto concentrati a difendere il loro orticello di belle idee che non ammette contraddittori e appunto peccati e debolezze, soprattutto altrui.  
Credo che il razzismo dei giorni nostri non abbia niente a che vedere con il razzismo della grande paura e dei grandi massacri, delle grandi guerre e mobilitazioni della storia. Il campanilismo, il nazionalismo, il sentirsi migliore prendendo spunto da un parametro economico, culturale, etnico, nulla hanno a che fare con il razzismo; la pretestuosità e il moralismo portano a fare uso di palliativi pseudo intellettuali per ergersi a “migliore”, moralmente il migliore.
Smettiamola con l’affibbiare etichette, con l’additare, pensiamo con lo stesso animo candido ai mali endemici della nostra società cercando una soluzione duratura e definitiva prima di guardare al giardino del vicino.

Renato

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