Eventi di Natale in città, politica concorde: «Il consiglio dica la sua sul nuovo bando»

Città dei Balocchi 2019

Le parole usate ieri dall’assessore al Commercio di Como Marco Butti per lanciare la discussione sul nuovo bando degli eventi natalizi in città – «se tra i professionisti o i consiglieri comunali c’è chi vuole fare proposte per migliorare il prossimo bando siamo pronti a recepirle, senza alcun pregiudizio» – sono state prese sul serio. La politica, stavolta, intende dire la sua. Anche perché il Natale dei comaschi è sempre più caotico, inquinato e gestito da mani private.
Un rapido giro dei capigruppo di maggioranza e opposizione ha fatto emergere una linea pressoché unitaria sulla necessità di discutere le linee guida del bando in consiglio comunale.
«Non è una questione di competenza, perché in questo caso non avremmo voce in capitolo – dice Stefano Fanetti, Pd – il tema è politico. Prima di scrivere il nuovo bando bisognerebbe coinvolgere la città, pensare a un’iniziativa aperta in cui ragionare su che cosa funziona e che cosa funziona meno, esplorare idee nuove». Fanetti rilancia la proposta dell’ex assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino sulla «certificazione della sostenibilità ambientale. Ma bisogna fare di più anche sulla trasparenza dei bilanci».
Enrico Cenetiempo (Forza Italia) è diretto: «se si vogliono fare le cose bene serve un passaggio in maggioranza per eventuali suggerimenti e poi il coinvolgimento del consiglio comunale».
Il capogruppo azzurro indica pure da dove partire: «Va rivista la chiusura di via Milano, va riempita piazza Roma e dev’essere posta maggiore attenzione alla merceologia del mercatino, dove si fa quasi soltanto cibo e poco artigianato vero».
Un punto, quest’ultimo, su cui concorda Ada Mantovani (Gruppo misto): «L’elemento Natale mi è parso residuale, abbiamo assistito più al festival della salamella e dei generi alimentari che non a un mercatino tipico. Anche il numero delle casette e la loro dislocazione non mi sono piaciuti, l’ulteriore cordone di piazza Verdi avrebbe potuto essere spostato in piazza Roma dove permane un problema. La Città dei Balocchi è una manifestazione gradita e di successo – aggiunge Mantovani – ma mette a dura prova la vivibilità della città per i residenti. Su questo bisogna discutere, almeno una commissione servirebbe».
La consigliera-avvocato rilancia poi il tema dei costi per la Città e si chiede se il bando dovrebbe essere a titolo oneroso. «Serve equilibrio tra ciò che la manifestazione offre e ciò che viene speso dagli organizzatori, ma certo varrebbe la pena fare una valutazione».
Una posizione del tutto simile giunge da Giampiero Ajani, Lega. «Sul bando a titolo oneroso si può discutere – dice – bisognerebbe però prima vedere i conti, avere in mano tutte le cifre». Anche Ajani chiede comunque che il consiglio sia coinvolto. «Com’è successo in altri casi, un po’ troppo rari per la verità, servirebbe un’illustrativa ai consiglieri sulle iniziative dell’anno prossimo, qualcosa su cui poi aprire un dibattito dal quale sicuramente emergerebbero idee e pareri che gli uffici e la giunta potrebbero in seguito valutare». Fratelli d’Italia dovrebbe discutere stasera, nella riunione del gruppo, tutte le questioni emerse ancora una volta attorno agli eventi di Natale. «Siamo ancora in fase di ragionamento – dice Matteo Ferretti – credo che il tema possa essere affrontato in commissione o in consiglio comunale, con il coinvolgimento di tutti gli assessorati interessati. Da parte mia penso che la manifestazione dovrebbe essere estesa ad altre zone della città e dovrebbe contenere più eventi». Anche Ferretti giudica «possibile» l’ipotesi di un «bando oneroso, anche per dare modo alla Città di avere un ritorno economico. Su questo punto penso che si debba trovare una via di mezzo tra le esigenze del Comune e quelle degli organizzatori».
Secondo Maurizio Traglio (Svolta Civica), infine, «la Città dei Balocchi, evento che dà lustro a Como, dev’essere tutelata. Ma le criticità debbono essere affrontate. Pensiamo che la cosa migliore da fare sia aprire un confronto serio e serrato con gli attuali gestori della manifestazione per definire i punti di equilibrio che possano garantire, insieme con l’affluenza, la sostenibilità sia dal punto ambientale- viabilistico, sia dal punto di vista economico generale. Una volta individuati questi punti di equilibrio, il Comune dovrà organizzare un sistema viabilistico ad hoc. L’alternativa di una città “spenta” a Natale non ci piace. Inoltre, un eventuale bando dovrebbe tenere conto soprattutto della componente artistica della manifestazione. Se dovessero essere previsti contributi comunali, crediamo poi che sia dovere del privato beneficiario presentare una rendicontazione dettagliata e precisa di entrate e uscite dell’evento».

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