Federcalcio perentoria: i campionati di serie A, B e C devono riprendere

Como Giana Erminio

«La Figc ha espresso la volontà di riavviare e completare le competizioni nazionali professionistiche fissando al 20 agosto la data ultima di chiusura delle competizioni di Serie A, B e C». Parole secche e dirette, che non lasciano spazio a interpretazioni. I tornei devono finire sul campo.
È quanto emerso ieri dal consiglio federale che di fatto non ha recepito la proposta della Lega Pro che chiedeva di sospendere il campionato di serie C. Una decisione presa nel corso della recente assemblea e che aveva visto anche il voto favorevole del Como 1907.
Proprio l’amministratore della società lariana, Michael Gandler, è stato tra i primi a sostenere che l’attuale campionato deve essere fermato e che si deve ragionare sulla costruzione del futuro e della prossima stagione.
Ragioni economiche e di sostenibilità, prima di tutto, ma anche l’estrema difficoltà a rispettare il protocollo relativo all’emergenza Coronavirus.
Questi i principali fattori alla base del voto dell’assemblea della serie C. Istanze che ieri sono state portate in consiglio federale dal presidente Francesco Ghirelli, ma che non sono state recepite.
L’indicazione è stata di terminare il torneo 2019- 2020, e in caso, di una nuova sospensione legata all’emergenza Covid-19, il criterio individuato per avere un verdetto è «un nuovo format – spiega ancora la Figc – con brevi fasi di playoff e playout per individuare l’esito delle competizioni, comprese promozioni e retrocessioni; in caso di definitiva interruzione, definizione della classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tengano conto della organizzazione in gironi e del diverso numero di gare disputate dai club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni».
Dopo queste decisioni del consiglio federale, per ora nulla cambia per il Calcio Como. Fino al giorno 28, in cui ci sarà il pronunciamento definitivo del Governo, gli atleti continueranno ad allenarsi singolarmente nelle rispettive località con il supporto dello staff tecnico della società.
Dal canto suo Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, non ha nascosto la sua delusione. «Quello che è uscito dal Consiglio federale non mi soddisfa – sono state le sue parole – La serie C ha una sua evidente specificità nel campo professionistico, altrimenti non si capirebbe perché ci sono A, B e appunto C. Noi non siamo in grado di tornare a giocare, ce lo hanno detto anche i sessanta medici sociali. Dovevamo fare gli ipocriti e non parlare il linguaggio della verità?».
«Il calcio va veramente riformato nella sua cultura – ha aggiunto Ghirelli – Noi non siamo in grado di assicurare la certezza delle misure per salvaguardare la salute. Quello che si sa del nuovo protocollo ci porta a dire che sarà ancora più dura per i nostri club. Mi auguro che io abbia torto rispetto alla situazione».
Ghirelli intende affrontare il discorso con i dirigenti. «Discuterò ancora una volta con i presidenti con la stessa chiarezza con cui l’ho fatto da sempre. Poi qualcuno può andare a sollecitare scrivendo lettere per giocare i playoff. Playoff e play out si potrebbero disputare? Abbiamo votato alla luce del sole, ne torneremo a discutere. Io non voglio sfidare nessuno, non c’è una lotta di potere. Per me contano la serie C, i valori del calcio e al primo posto c’è la salute. La mia intenzione è di proteggere gli interessi di tutti i club: generali, non quelli di qualcuno».
Carlalberto Ludi, direttore sportivo del Como, spiega: «Preso atto di come si è espresso il consiglio federale mi preme dire che la speranza di poter tornare in campo è qualcosa che accomuna sia gli addetti ai lavori che gli appassionati. Bisogna però constatare che i presupposti che ci hanno sempre fatto propendere per la sospensione del campionato ad oggi non sono cambiati o sono cambiati solo relativamente, in termini di emergenza sanitaria, di attuazione dei protocolli e di sostenibilità economica. Attendiamo quindi l’evolversi della situazione nella consapevolezza che il consiglio federale deciderà sempre per il bene del sistema calcio».

L’approfondimento sul Corriere di Como in edicola giovedì 21 maggio

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