Ferrovia veloce, ora la Svizzera pensa all’AlpTransit Sud e al raccordo con il Lario

AlpTransit

Una galleria ferroviaria che da Lugano porti a Chiasso. E la possibile rigenerazione della stazione unica internazionale nel terminale Sud di AlpTransit.

Il progetto collegamento veloce Lugano-Como-Milano di cui si parla da anni non è più soltanto un’idea di pochi visionari. Ora è anche una «scheda» (la numero 6.2) del «Piano settoriale dei trasporti» della Confederazione. Il documento di base che prospetta, a lungo termine, le ipotesi progettuali da finanziare e realizzare, con l’accordo dei Cantoni e dei territori.

L’ultimo aggiornamento del Piano settoriale, comunicato di recente ai Comuni ticinesi, contiene una novità di non poco conto: il collegamento veloce su ferro tra Lugano e Chiasso. «Il progetto, non previsto dal programma definito originariamente nel 1991 per la Nuova Ferrovia Transalpina (Nfta), concerne la tratta d’accesso meridionale alla stessa Nfta e il suo raccordo alla rete ferroviaria italiana ad alta capacità – si legge nella parte introduttiva, dedicata alle motivazioni – L’importanza dell’asse del San Gottardo risulterà rafforzata a lungo termine grazie all’ulteriore potenziamento assicurato dal progetto. Quest’ultimo consente di ampliare ulteriormente l’offerta nel traffico viaggiatori e merci ferroviario attraverso le Alpi, aumentando le capacità di trasporto e riducendo i tempi di percorrenza nel traffico internazionale tra Milano e Zurigo».

Con molta lucidità, gli svizzeri sottolineano l’utilità di un tracciato che accorcerebbe ulteriormente il passaggio di merci e persone da Nord a Sud delle Alpi. E che, incidentalmente, farebbe di Como un nodo ferroviario strategico.

Il progetto, indicato come «AlpTransit Sud», prevederebbe «una nuova linea ferroviaria da Vezia fino a Chiasso». Un tracciato «sempre in sotterraneo», con «l’attraversamento del lago Ceresio in corrispondenza dell’attuale ponte-diga di Melide» e «il passaggio in galleria sotto il Monte Generoso».

I tempi di questo progetto sono al momento lunghi: l’orizzonte è fissato per il 2050. Ma nulla vieta che il nuovo collegamento possa subire una decisa accelerazione. Certo, servirebbe una volontà politica forte, anche da parte italiana. Non i tentennamenti e i ritardi con cui il nostro Paese ha sempre affrontato il problema del potenziamento a Sud di AlpTransit.

La parte bassa del Ticino chiede con forza la realizzazione di questo progetto. Il fatto che AlpTransit, al momento, si fermi a Lugano ha suscitato nel Mendrisiotto risentimenti e proteste. Anche perché la prima versione del Piano settoriale ha in buona sostanza classificato Chiasso e Mendrisio come “centri minori” rispetto a Lugano e ai centri del Sopraceneri.

Adesso qualcosa si è mosso. E se l’Ufficio federale dei trasporti, assieme all’Ufficio federale dello sviluppo territoriale e al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, si sono messi in moto per conoscere le valutazioni del Cantone e dei Comuni interessati dal tracciato, vuol dire che una possibilità esiste. Certo, serviranno molti passaggi istituzionali e, soprattutto, l’individuazione delle risorse. Ma su questo punto gli svizzeri hanno dimostrato una linearità invidiabile. E un primo pronunciamento del consiglio federale sul Piano 2050 dovrebbe arrivare già all’inizio del prossimo anno.

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