Festival dell’Economia a Como, si allarga la platea dei favorevoli

Si allarga in modo significativo per qualità e quantità la platea dei consensi istituzionali per portare il Festival dell’Economia a Como dopo lo sfratto da parte della provincia di Trento. La proposta è venuta giorni fa dalla comasca Elisabetta Patelli, presidente onoraria di Europa Verde Lombardia, e ha già ottenuto i placet dell’Università dell’Insubria, di Livia Cioffi, assessore alla Cultura del Comune di Como e del comasco Alessandro Fermi, presidente del Consiglio regionale della Lombardia.
«Il Festival dell’Economia di Trento è un’iniziativa di grande profilo che ha ricadute positive sulla città che lo ospita – ha detto Patelli rivolgendosi alle istituzioni, all’amministrazione provinciale, agli enti territoriali e alle Fondazioni locali – È nato dall’idea di mettere a confronto gli economisti con il grande pubblico per rendere il loro linguaggio e le loro idee comprensibili a tutti e ha portato a Trento 50 premi Nobel, ministri ed esperti di fama mondiale».

«Sono assolutamente favorevole ad iniziative di questo livello – ha commentato ieri Aram Manoukian, presidente di Confindustria Como – auspicando che possano avere una significativa ricaduta, a patto che l’iniziativa stessa sia effettivamente inclusiva e coinvolga tutto il territorio e non rimanga fine a se stessa. In altre parole Como, tutte le categorie e soprattutto i cittadini, dovrebbero mobilitarsi in modo coeso per partecipare e accogliere positivamente eventi di questa portata, capaci di attrarre e di coinvolgere».

Da parte sua il presidente della Camera di Commercio di Como e Lecco Marco Galimberti ieri si è detto parimenti favorevole a intavolare una interlocuzione con il festival: «Un evento che parla di economia e coinvolge il grande pubblico ci invita a nozze, la trovo una proposta molto interessante da valutare con attenzione e speriamo di poter ragionare in termini concreti sulla sua fattibilità. In linea di principio sarebbe una opportunità importante da approfondire, pensiamo a temi oggi di grande attualità come la sostenibilità ambientale e la transizione economica che vedono il nostro territorio protagonista. L’indotto che un tale evento potrebbe generare sarebbe un ulteriore motivo di interesse per destagionalizzare il turismo e la filiera dell’accoglienza sul Lario. Occorre certamente che l’intero territorio possa partecipare a un evento del genere e lo senta proprio. Il Lario, inteso come ambito comasco e lecchese, può esprimere una varietà di attività economiche, dal legno arredo al tessile, dal metalmeccanico al manifatturiero al turismo e quindi bene si candida a rappresentare le istanze di un festival come quello trentino».

«Il coinvolgimento di un soggetto come la Camera di Commercio sarebbe strategico – è il parere espresso ieri dal presidente della Fondazione Alessandro Volta Luca Levrini – perché un evento di tale portata e importanza andrebbe pensato ampliando lo sguardo all’intero Lario, ossia alle realtà di Como e di Lecco nel loro complesso e quindi con un orizzonte di azione ben più ampio che non si limiti al solo capoluogo “voltiano” ma abbracci anche il territorio “manzoniano” e in buona sostanza sia un polo di attrazione, visti i temi in gioco, ossia quelli dell’economia, per tutta l’area lombarda. Se pensiamo a temi come la sostenibilità ambientale, ecco che un festival come quello dell’Economia che tenta di tradurre il lessico e le strategie dell’economia alla platea del grande pubblico è di primaria importanza: la conoscenza non deve rimanere nella retorica delle parole o appannaggio dei professionisti e degli addetti ai lavori. Come Fondazione Volta abbiamo ospitato anche noi numerosi premi Nobel al “Festival della Luce” e quindi ci sentiamo in particolare consonanza con il festival di Trento. Va poi detto che Como è “porta d’Europa” e il fatto di essere territorio di frontiera e cerniera geopolitica rappresenta un ulteriore motivo di interesse per la potenziale candidatura a ospitare il festival economico, che potrebbe trovare proprio sul Lario un territorio che esprime una varietà e una pluralità di vocazioni, un interlocutore di elezione».

Anche il presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca ieri si è detto convinto della necessità di avere un ente aggregatore come la Camera di Commercio per una eventuale interlocuzione con il festival: «Come amministrazione provinciale potremmo patrocinare un evento simile, e data la qualità della proposta potremmo dare un assenso, ma ogni aspetto di sostenibilità economica e di supporto concreto deve passare da un ente che ha la possibilità di farlo. Noi non possiamo investire direttamente ma ci possiamo essere come supporto istituzionale».

Da parte sua Elisabetta Patelli ribadisce che portare il festival a Como sarebbe una enorme opportunità e avverte: «È un grande moltiplicatore di energie e altri lo hanno già capito e infatti ci sono già altre città che si sono fatte avanti per ospitarlo, penso a Mantova e a Bari. Di fatto sarebbe una sfida molto stimolante per il Lario e di altissimo profilo culturale e anche didattico, con la garanzia di un indotto economico importante per alimentare quel turismo culturale e sostenibile di cui il nostro territorio va in cerca. Gli esempi in Italia non mancano, penso ad esempio alle manifestazioni promosse a Camogli che sono di portata nazionale. Nella sua storia il festival a Trento ha saputo attrarre anche importanti sponsor e questo dovrebbe essere una buona base di partenza per intavolare una candidatura lariana che per partire si basi anche solo sulla disponibilità di spazi e strutture: abbiamo energie e sedi di prestigio per ospitare un festival diffuso sul territorio, che vuole continuare il suo viaggio dialogando con un’area che sia sensibile ai suoi temi e pienamente compatibile con essi, come è appunto quello comasco. Quello che serve ora è un forte lavoro di squadra».

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