Finte maghe a processo per truffa e tentata estorsione: sottratti alla vittima 40 mila euro

La caserma di Albate

Si fingevano maghe per truffare – con filtri d’amore e contro il malocchio – persone che a loro si erano affidate. Tra queste una donna di Como, 62 anni, che prima aveva chiesto di poter recuperare un amore perso e poi aveva speso migliaia di euro per allontanare il presunto malocchio dalla sua vita. In poche settimane, la povera signora (prima di rendersi conto di quanto stava avvenendo andando a denunciare l’accaduto ai carabinieri della stazione di Albate) aveva consegnato nelle mani dei truffatori una cifra superiore ai 40 mila euro, in un periodo compreso tra la metà di agosto e l’inizio di settembre del 2017, poco più di due settimane.

Ora, per le due sedicenti maghe – madre e figlia di Vigevano, rispettivamente di 38 e 62 anni – e per il compagno egiziano della madre (53 anni) la Procura di Como (pubblico ministero Giuseppe Rose) ha chiesto il rinvio a giudizio. Il giudice Laura De Gregorio ha fissato l’udienza preliminare per giugno. In aula comparirà anche la parte lesa, che è stata assistita dall’avvocato Pierpaolo Livio. I fatti, come detto, risalgono all’estate del 2017 e alle “maghe” viene contestata non solo la truffa ma anche la tentata estorsione.

Ulteriori dettagli sul Corriere di Como di domenica 5 aprile

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