Fondi Cariplo, 10 i programmi che al momento si contendono gli 8 milioni di contributi

Como, veduta aerea

Dieci progetti definiti in ogni dettaglio. Almeno altri 10 rimasti nelle retrovie ma pronti a trasformarsi da semplici proposte in piani concreti. Il Tavolo per la competitività ha visionato ieri, in anteprima, le richieste già formalizzate di accesso al bando della Fondazione Cariplo per i cosiddetti «Interventi emblematici».
Nonostante una curiosa (e per certi versi difficile da comprendere) cortina di riservatezza innalzata soprattutto nei riguardi dei mezzi d’informazione, i 10 progetti analizzati nella mattinata di discussione a Villa del Grumello sono stati alla fine rivelati più o meno nella loro interezza.
Si tratta di iniziative diverse tra loro, rivolte in gran parte alla promozione del territorio in chiave turistico-culturale. A conferma di una vocazione che sempre di più, negli ultimi anni, sta caratterizzando il Lario.
Quattro progetti riguardano la città, altri 6 provengono invece dal resto della provincia.
Quattro anni fa i fondi Cariplo per gli eventi emblematici furono dirottati quasi tutti in città per il restauro di Villa Olmo. Questa volta, almeno a detta di molti, le cose dovrebbero andare diversamente. Gli 8 milioni disponibili (5 della Fondazione e 3 della Regione) saranno distribuiti a più ampio raggio.
Entrando nello specifico, questi sono i piani presentati ieri. A Como il più interessante sembra essere la realizzazione della “Via Regia”, un percorso ciclopedonale che dalla Funicolare di Brunate conduce sino a Bellagio. Presentata dal Comune di Blevio, la “Via Regia” ha catturato l’attenzione e il consenso di molti partecipanti al Tavolo.
Altro progetto di un certo rilievo è stato quello proposto dalla Fondazione Volta e relativo alla trasformazione di Como in una smart city . Il disegno iniziale partirebbe dai giardini a lago e dal Tempio Voltiano, ma l’obiettivo è di allargarsi successivamente quantomeno al centro storico.
L’Università dell’Insubria ha confermato quanto già si sapeva, ovvero la richiesta di un contributo per l’ampliamento dei propri spazi nell’area ex Mantero della Ticosa Nuova e per la trasformazione della Santarella in biblioteca e parco scientifico. Un progetto che in qualche modo si scontra, però, almeno in parte, quanto immaginato dal gruppo di Officina.
Infine, apertamente gradito dal sindaco Mario Landriscina, è stato proposto anche il recupero della Torre Pantera, con la realizzazione di nuovi spazi culturali e di un museo dedicato a Plinio il Vecchio e a Plinio il Giovane.

In Altolago, a Pianello del Lario, la riqualificazione e l’ampliamento del Museo della Barca lariana, riaperto in parte nel 2018 e ora orientato a crescere anche in direzione delle attività didattiche. Sempre sulla sponda occidentale del Lago, ma in Tremezzina, la Diocesi di Como ha chiesto un contributo per la ristrutturazione del nucleo di vecchie cascine a ridosso del Sacro Monte di Ossuccio. Una serie di rustici che potrebbero trasformarsi in ostelli per i giovani e luoghi di accoglienza per chi è in difficoltà. A Erba, invece, la Fondazione Ezio Frigerio vorrebbe recuperare Villa Candiani per allestirvi un museo-scuola in cui valorizzare le opere donate dal grande scenografo del Piccolo di Strehler e del Teatro alla Scala di Milano.
Il progetto più ampio e in qualche modo forse più ambizioso riguarda il cosiddetto «connettore diffuso» tra i luoghi storici dell’archeologia industriale comasca, presentato da Lariofiere e illustrato al tavolo da Andrea Camesasca (consigliere del polo espositivo erbese). Si tratta di un sistema di raccordo teso a promuovere, in chiave turistica e non solo, edifici e siti produttivi dismessi in grado però di raccontare la storia del territorio: dalla Filanda di Ponte Lambro alla Cementeria di Merone, dalla Cartiera di Gravedona al vecchio stabilimento Ambrosoli di Ronago.
D’impronta fortemente sociale è invece l’ipotesi di ristrutturazione della Cascina Cristina, a Cantù, dove si vorrebbe realizzare un centro per la terapia dell’autismo successiva al trattamento giovanile. Poco distante, a Cermenate, l’idea di rimettere in sesto l’Asilo Garbagnati di Cesare Cattaneo e di trasformarlo in un centro artistico. L’edificio ospitava fino a poco tempo fa la farmacia comunale, spostata poi in una nuova sede proprio di fronte all’ex asilo.

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