Forno crematorio, priorità ai defunti comaschi

Forno crematorio cimitero monumentale di Como

I decessi in aumento a causa della pandemia, a Como come nel resto della regione, hanno avuto come conseguenza l’incremento delle richieste di cremazione nella struttura all’interno del cimitero monumentale. Una situazione che ha spinto il Comune ha predisporre un’ordinanza urgente per definire una priorità per i defunti che in vita risiedevano in città.
L’impianto ha implementato le procedure ed effettua oggi 9 cremazioni al giorno, ma le domande arrivate nell’ultimo periodo superano la capacità di risposta in tempi rapidi. Mediamente – si legge nel testo del documento firmato dal sindaco – il 70% circa delle cremazioni è riferito a defunti non residenti nel capoluogo e in buona parte provenienti dal territorio provinciale.
Considerata l’evoluzione epidemiologica da Covid 19 e a fronte, nel corso delle ultime settimane, di un significativo aumento delle richieste che ha portato ad allungare i tempi di attesa, è stato definito «di poter garantire in via prioritaria fino a tre cremazioni al giorno a chi risiedeva in vita a Como».
Questo anche per la necessità di limitare, per motivi igienico-sanitari, il più possibile la permanenza dei defunti, quando necessario, nella camera mortuaria del cimitero o nei locali del forno crematorio. L’ordinanza resta in vigore fino al prossimo 28 febbraio.
«È stata una decisione nata dall’esigenza di garantire il servizio ai cittadini che ne hanno bisogno – ha spiegato l’assessore ai servizi Cimiteriali di Palazzo Cernezzi, Francesco Pettignano – siamo arrivati a un picco alto di richieste e come altri comuni della regione abbiamo dovuto prendere provvedimenti. Non vogliamo penalizzare nessuno ma ultimamente le attese si erano allungate».
Per quanto riguarda il cimitero monumentale e il forno crematorio, ha aggiunto l’assessore, sono stati stanziati 30mila euro per ulteriori interventi di messa in sicurezza che saranno realizzati a breve.
Infine, un chiarimento sul camposanto di Albate: previsti lavori aggiuntivi (per 75mila euro) per la sistemazione di uno dei due colombari storici per il quale erano emerse delle criticità. L’accesso non sarà consentito fino a primavera.

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