Frana a Sorico, ancora isolata la frazione di Dascio

Frana Sorico

Lo scuolabus con i bambini era passato pochi minuti prima del crollo del masso

Il bus che portava i bambini della frazione di Dascio a scuola era passato da pochi minuti quando, attorno alle 7.35 di ieri mattina, a Sorico, un enorme masso è caduto sulla strada, in un istante in cui non c’erano veicoli in transito. Il masso finito nel Mera, secondo i primi accertamenti del geologo intervenuto a Sorico, potrebbe pesare circa 400 quintali. La strada è stata immediatamente chiusa al transito anche dei pedoni. I circa 200 residenti di Dascio sono così rimasti isolati e la frazione è raggiungibile solo dalla vecchia mulattiera.

Frana Sorico
Frana Sorico

«Abbiamo diramato un’ordinanza per la chiusura della strada sia veicolare che al passaggio pedonale e ora stiamo decidendo come fare per portare i ragazzi a casa da scuola – spiega Ettore Dessi, sindaco di Sorico – Stiamo predisponendo il necessario e con le indicazioni dei geologi andrà valutato lo stato del costone di roccia da cui si è staccato il masso. I tempi per la riapertura della strada saranno abbastanza lunghi, almeno una settimana-dieci giorni per ripristinare il passaggio. L’area della montagna dalla quale si è staccato il masso era già monitorata ed era previsto un intervento a breve». Dopo l’accaduto è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega Gigliola Spelzini. «Era già in programma un intervento con un contributo regionale di 500mila euro. C’era la progettazione e i lavori sarebbero dovuti partire tra pochi mesi – spiega il consigliere regionale – Questo è stato un imprevisto, fortunatamente non ci sono stati feriti e a questo punto bisognerà mettere in atto tutte le situazioni affinché si riesca innanzitutto a garantire una viabilità per i cittadini che hanno bisogno di rientrare».
Esiste una mulattiera che collega la frazione al paese, «e cercheremo in tutti i modi, grazie a opere di pronto intervento e con quello che è necessario, di ripristinare il tutto nei tempi più rapidi possibili», conclude Gigliola Spelzini.

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