Francesca Dego suona con l’orchestra Verdi

Francesca Dego

Dopo Prokofiev, Lyadov e Cajkovskij, ecco che sul portale streaming dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi approda una ulteriore declinazione dell’anima russa, nell’interpretazione di un’accoppiata tutta italiana. Si tratta del Concerto per violino e orchestra n. 1 in La minore op. 77 di Dmitri Šostakóvič, affidato al violino della comasca Francesca Dego, con cui laVerdi ha recentemente avuto l’onore di suonare anche nell’ambito del concerto inaugurale di MITO Settembremusica del 2020, e la bacchetta di Jader Bignamini, che tra le fila dell’Orchestra Verdi ci è cresciuto e la cui vocazione per la Direzione d’orchestra è fiorita proprio all’Auditorium di Milano. L’atteso ritorno di un orgoglio di Largo Mahler, che a laVerdi ricopre il ruolo di Direttore in Residenza, e che è stato nominato, poco meno di un anno fa, Direttore Musicale della Detroit Symphony Orchestra.

Succede venerdì 12 marzo alle ore 21 sul nuovo portale streaming de laVerdi (streaming.laverdi.org), data in cui questa coppia di talenti esegue questa importante pagina del repertorio violinistico, originariamente scritta per essere suonata durante il secondo dopoguerra (1947/1948), e che, a causa dei difficili rapporti tra Šostakóvič e il regime sovietico, finì in un cassetto per qualche tempo prima di essere presentata al pubblico. La prima esecuzione avvenne dopo la morte di Stalin, nell’Ottobre del 1955, con la Leningrad Philharmonic diretta da Evgenij Mravinskij e il violino di Ojstrach. A lui, del resto, sono dedicati entrambi i Concerti per Violino e la Sonata op.134 di Šostakóvič, oltre a quello di Aram Chačaturjan e le due sonate di Prokofiev. Un punto di riferimento imprescindibile per il violinismo russo del Novecento.

Se è vero, come fa notare lo storico Boris Schwartz, che la poetica di Šostakóvič in quegli anni si dividesse tra una produzione più “accessibile” e più conforme alle linee-guida sovietiche e una più complessa e adatta a soddisfare gli standard artistici”, il Concerto n.1 rientra senz’altro nella seconda categoria. E basta sfogliare la partitura per rendersene conto. Fin dall’apertura, il Notturno, il primo movimento, che inizia in pianissimo e in cui è possibile ritrovare una certa maniera compositiva un po’ à la Bàrtok, specie nell’invenzione melodica affidata al violino. Poi, la danza demoniaca del secondo tempo, lo Scherzo, in cui compare per la prima volta quel crittogramma musicale che Šostakóvič userà spesso per rappresentare sé stesso in numerosi suoi lavori. Si tratta delle note Re, Mi bemolle, Do e Si naturale, che in notazione musicale tedesca risultano come “D, Es, C, H” (pronunciato come “De-Es-Ce-Ha “), andando dunque a rappresentare così le iniziali del compositore nella traslitterazione tedesca: D. Sch. (Dmitri Schostakowitsch). Segue la Passacaglia, il movimento che raggiunge indubbiamente l’apice emotivo dell’intero concerto, e che termina con una cadenza eccezionalmente lunga che conduce alla sfavillante Burlesque finale.

Quasi una Suite di danze stilizzate, affidate al talento espressivo di due musicisti che rappresentano un orgoglio italiano nel mondo. Quasi una reminiscenza musicale di quella tournée in Russia che li vide protagonisti assieme, proprio con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, nel lontano 2012.

Prima del concerto, alle ore 18.00, sarà possibile partecipare alla videoconferenza introduttiva su Microsoft Teams “Šostakovič fra censura e téchne”: La censura colpì Šostakovič a più riprese nel corso della sua vita, riducendolo al silenzio. Da una parte egli si piegò ai dettami del realismo socialista fornendo musiche celebrative e colonne sonore per gli eventi e i film che favorivano le politiche culturali del regime. Dall’altra continuò nel privato a coltivare la sua creatività producendo lavori che avrebbero atteso anni per essere eseguiti in pubblico. L’impossibilità di accedere direttamente alla propria musica permise al compositore di spendersi direttamente nel cercare modi di aggirare la repressione con altri mezzi.Relatore Marco Benetti.  Per partecipare scrivere all’indirizzo mail “federica.candela@laverdi.org”.

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