Frase di Gobbi sugli italiani, condanna bipartisan. La replica: «Spiacevole malinteso»

Norman Gobbi

Il fuorionda galeotto del presidente del Consiglio di Stato Ticinese, Norman Gobbi, che prima di un’intervista a Teleticino avrebbe detto «che c***o me ne frega a me degli italiani» ha scatenato anche ieri dure reazioni bipartisan contro il politico delle Lega dei ticinesi.

«Un’uscita che si commenta da sola – dice il senatore del Pd, Alessandro Alfieri – mi metto nei panni dei tanti italiani frontalieri della sanità, che ogni giorno salvano la vita a dei ticinesi. Mi aspetto che chieda scusa. Qualsiasi persona dotata di intelletto si scuserebbe. Vorrei che Gobbi mettesse lo stesso piglio nello stringere i bulloni delle misure di sicurezza anticovid in Ticino così come abbiamo fatto noi», aggiunge Alfieri. «Non è comunque questo il momento delle polemiche – conclude Alfieri – La collaborazione con le autorità confederali rimane ottima, perché questa della pandemia è una battaglia da vincere combattendo da una parte e dall’altra della frontiera».

«Si scusi subito – aveva scritto il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo in un post sulla sua pagina Facebook in cui riproponeva il fuorionda – Non è tollerabile che chi rappresenta le istituzioni contribuisca ad instaurare un clima di insofferenza nei confronti dei nostri connazionali frontalieri».

«Norman Gobbi non è nuovo a esternazioni del genere – commenta il deputato comasco di Fratelli d’Italia, Alessio Butti – Una frase che può essere grave se si considera il suo ruolo istituzionale di presidente del Consiglio di Stato ticinese, ma che è destinata velocemente all’oblio se si considera la cifra morale e la consistenza politica del personaggio. È l’espressione frustrata di chi sa perfettamente quanto sia indispensabile la qualità professionale degli italiani per l’economia Svizzera e ticinese», conclude Butti.

Abbiamo chiesto una replica proprio al presidente del governo ticinese, che attraverso il suo responsabile della comunicazione getta acqua sul fuoco e parla di equivoco. «Il presidente si rammarica del malinteso, ma non è stata quella la frase che ha pronunciato – spiega – abbiamo chiesto il filmato a Teleticino, ripulito dai rumori di fondo, e l’interpretazione data dai social che l’hanno diffuso non è corretta. Norman Gobbi stava parlando con un altro giornalista in corridoio sui possibili ricongiungimenti familiari tra Svizzera e Italia. Così ha risposto, in modo molto informale, che la competenza era dell’Italia, non Svizzera o cantonale. “Chiedi agli italiani, che c***o ce ne frega a num” ha detto il presidente. Si tratta di un significato completamente diverso, che indicava l’impossibilità di rispondere su un tema deciso dall’Italia. Una frase informale, certo. Ma proprio sul tema del ricongiungimento, Gobbi si era subito speso a favore, da parte Svizzera», conclude

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1 Commento

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    Pinuccia , 17 Novembre 2020 @ 10:15

    A quando un bel processo anche ai mezzi di informazione che invece di cercare , scovare, notizie reali si limitano spesso a scimmiottare i social ?

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